Usa/ Veleni e isterie, in un libro i retroscena delle Presidenziali

Lunedì, 11 gennaio 2010 - 19:52:00


Sarah Palin isterica; Barack Obama 'ostaggio' dei diktat della moglie; Hillary Clinton sboccata e preoccupata per le esternazioni del marito: a quasi un anno dall'insediamento del primo presidente afroamericano d'America, un libro rivela i retroscena di una battaglia condotta senza esclusioni di colpi e con qualche caduta di stile.

In una pioggia di smentite John Heilemann e Mark Halperin escono in libreria con 'La corsa di una vita', frutto di 200 interviste ai candidati alle presidenziali del 2008 e al loro staff. Il primo imbarazzo è stato causato al senatore Harry Reid costretto a scusarsi per aver definito "afroamericano pallido" il presidente. Ma si sono sentiti punti sul vivo anche l'ex candidata alla vicepresidenza, Sarah Palin, di cui viene descritta una scena isterica subito prima dell'intervista alla Cbs. Prima del disastroso incontro con Katie Couric, i nervi dell'ex governatrice dell'Alaska cedettero: si impiastricciò il trucco e si arruffò i capelli urlando che il look che aveva adottato per l'occasione la faceva "apparire grassa" e che, "se fosse tornata indietro non si sarebbe mai più imbarcata in una cosa come la campagna elettorale".


Il primo anno del presidente Obama in immagini
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Non se la passa meglio il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, descritta come "sboccata e rosa dall'invidia per il trattamento privilegiato che i media riservavano al suo avversario nelle primarie". Quando poi Obama le chiese di essere il suo capo della diplomazia, affermano gli autori del libro, in un primo tempo rifiutò, adducendo come ragione l'incontenibile marito Bill. "Non posso controllarlo, lo sai" avrebbe detto a Obama, "e a un certo punto potrebbe diventare un problema". Un problema, in realtà, Bill Clinton lo era già diventato durante la campagna per le primarie: lo staff di Hillary impegnò settimane per scoprire se per caso avesse in piedi un'altra tresca e l'ex presidente si giocò il fondamentale sostegno di Ted Kennedy dicendogli che "fino a qualche anno prima uno come Obama avrebbe solo potuto portargli il caffè".

Heilemann e Halperin ne hanno anche per il presidente. Michelle, raccontano, era assolutamente contraria alla candidatura e solo la promessa di smettere di fumare, essere a casa la domenica e non mancare a nessuna delle recite delle bambine, né agli incontri con gli insegnanti, avrebbe permesso a Obama di ottenere il sostegno della moglie nella "corsa di una vita".

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