Usa, l'orgoglio e il patriottismo di Obama
Giovedì, 28 gennaio 2010 - 08:04:00
Quotidiani online, tv, radio e naturalmente frequentatori di bar e di parrucchieri, un po' tutti avevano pronosticato che cosa avrebbe detto il presidente Barack Obama nel suo primo State of the Union. Questo perché la presentazione sullo stato dello Stato è come la famosa "laundry list" americana, che poi è una specie di diario che racconta che cosa è stato fatto in un dato periodo di tempo e che cosa si propone di fare il governo nell'immediato futuro. Conta, allora, come viene prospettata una data cosa per il futuro, giacché si sa già - come nel nostro caso -che il governo Obamiano non ha molti successi nel suo laundry list del 2009.Che cosa poteva dire,allora,il capo dello Stato? Che la situazione nell'Afghanistan è la piu' tranquilla da 12 anni a questa parte? Che il suo progetto di una assicurazione nazionale e' stato unanimamente rigettato? Che i trilioni spesi per "rimediare" ai problemi economici della nazione si sono volatizzati? Che il suo 62 % di approvazione all'inizio è sceso oggi al 48?
Meglio sorvolare e parlare delle iniziative per il domani. Sin dall'inizio del discorso si e' capito che avremmo assistito a un "tifo" da stadio,con Joe Biden e Nancy Pelosi (seduti dietro Obama) a fare da cheerleaders scattando dalle poltrone ogni dieci secondi per incitare gli applausi dei presenti. Per trenta minuti il presidente ha detto chiaro e tondo che tutto va bene madama la marchesa (come previsto) negli Stati Uniti.Che il peggio della bufera è passato,che democratici e repubblicani devono lavorare assieme,che lui,il chief di questa nazione ha ottime speranze per il futuro di questa nazione. Barack Obama ha detto anche che lui odiò la decisione di togliere dalle paludi le grosse banche USA. Ma che cosa doveva fare? Due milioni di americani - ha detto - non hanno perduto il lavoro proprio per quell'aiuto alle banche. Il mercato si è stabilizzato - ha insistito - per quell'aiuto e la gente torna al lavoro ora che le banche possono fare credito alle piccole industrie. Tuttavia molte piccole industrie si lamentano che le banche non muovono un dito per aiutarle.
La sua amministrazione non ha aumentato le tasse, il lavoro torna a fiorire nella nazione ma nello stesso tempo lui,Barack Obama,sa che cosa significa per milioni di americani essere senza lavoro. Quindi il lavoro sarà il suo punto d i forza: ora conta di creare una nuova legge che servira' ad aiutare un po' tutti. Per le esortazioni, gli Stati Uniti devono riprendere il posto che aveva una volta e tornare ad esportare i suoi prodotti nel mondo.Tuttavia non ha menzionato che e' quasi impossibile in quanto i costi delle esportazioni statunitensi sono 30% superiori a quelli della Cina,del Brasile,dell'India. Ha fatto tante promesse Barack Obama. E dobbiamo credere che le abbia fatte in buona fede. Oddio, una idea ce l'ha: a partire dal 2011 congelera' le spese superflue di tutte le organizzazioni che dipendono dal governo.
La decisione potrebbe creare tumulto proprio da parte dei suoi democratici. Un discorso pieno di amor patrio,di richiami all'America di una volta,forte,lavoratrice e pilota del mondo.I presenti (tranne i repubblicani) hanno svolto un ottimo esercizio fisico scattando in piedi dalle poltrone ben 86 volte durante i 70 minuti del discorso,con applausi che avranno sentito fino a Los Angeles. Resta solo da dire questo:vedremo tra un anno quante di quelle promesse saranno mantenute.
Benny Manocchia
Meglio sorvolare e parlare delle iniziative per il domani. Sin dall'inizio del discorso si e' capito che avremmo assistito a un "tifo" da stadio,con Joe Biden e Nancy Pelosi (seduti dietro Obama) a fare da cheerleaders scattando dalle poltrone ogni dieci secondi per incitare gli applausi dei presenti. Per trenta minuti il presidente ha detto chiaro e tondo che tutto va bene madama la marchesa (come previsto) negli Stati Uniti.Che il peggio della bufera è passato,che democratici e repubblicani devono lavorare assieme,che lui,il chief di questa nazione ha ottime speranze per il futuro di questa nazione. Barack Obama ha detto anche che lui odiò la decisione di togliere dalle paludi le grosse banche USA. Ma che cosa doveva fare? Due milioni di americani - ha detto - non hanno perduto il lavoro proprio per quell'aiuto alle banche. Il mercato si è stabilizzato - ha insistito - per quell'aiuto e la gente torna al lavoro ora che le banche possono fare credito alle piccole industrie. Tuttavia molte piccole industrie si lamentano che le banche non muovono un dito per aiutarle.
La sua amministrazione non ha aumentato le tasse, il lavoro torna a fiorire nella nazione ma nello stesso tempo lui,Barack Obama,sa che cosa significa per milioni di americani essere senza lavoro. Quindi il lavoro sarà il suo punto d i forza: ora conta di creare una nuova legge che servira' ad aiutare un po' tutti. Per le esortazioni, gli Stati Uniti devono riprendere il posto che aveva una volta e tornare ad esportare i suoi prodotti nel mondo.Tuttavia non ha menzionato che e' quasi impossibile in quanto i costi delle esportazioni statunitensi sono 30% superiori a quelli della Cina,del Brasile,dell'India. Ha fatto tante promesse Barack Obama. E dobbiamo credere che le abbia fatte in buona fede. Oddio, una idea ce l'ha: a partire dal 2011 congelera' le spese superflue di tutte le organizzazioni che dipendono dal governo.
La decisione potrebbe creare tumulto proprio da parte dei suoi democratici. Un discorso pieno di amor patrio,di richiami all'America di una volta,forte,lavoratrice e pilota del mondo.I presenti (tranne i repubblicani) hanno svolto un ottimo esercizio fisico scattando in piedi dalle poltrone ben 86 volte durante i 70 minuti del discorso,con applausi che avranno sentito fino a Los Angeles. Resta solo da dire questo:vedremo tra un anno quante di quelle promesse saranno mantenute.
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