Usa/ Obama alla conquista dello spazio
Sviluppo di un nuovo razzo per mandare astronauti su asteroidi, sulla luna, sui satelliti di Marte ed eventualmente anche su Marte, aumento del numero di missioni spaziali con astronauti e 2.500 nuovi posti di lavoro. Ecco il progetto spaziale di Obama. 
Barack Obama
Investito dalle critiche di oltre 30 pionieri del volo spaziale tra cui il primo uomo sulla Luna Neil Armstrong per i tagli al budget della Nasa (l'agenzia spaziale americana che a marzo aveva annunciato la fine del programma che prevedeva il lancio in orbita di astronauta e il ritorno degli americani sulla Luna) Barack Obama ha deciso un incremento di sei miliardi di euro per l'Agenzia spaziale nell'arco di cinque anni.
Un incremento che favorirà la creazione di 2.500 nuovi posti di lavoro in Florida: una goccia nel mare dei 30 mila posti di ingegneri e manager che l'industria dell'aerospazio in quello stato-campo di battaglia delle elezioni di metà mandato - ma anche in Texas e in Alabama dove la Nasa ha una forte presenza - rischia di perdere una volta calata la scure dei tagli decisi dalla nuova amministrazione.
Il presidente americano tenta così di rimediare alla cancellazione del progetto Constellation, che doveva riportare l'uomo sulla Luna, per sostituire lo Shuttle, che andrà in pensione a fine anno. Progetto dell'amministrazione Bush in cui erano già stati spesi 9,5 miliardi.
Per rispondere alle critiche la Casa Bianca ha distribuito una lettera inviata al presidente Barack Obama dall'ex astronauta Buzz Aldrin, compagno di volo di Neil Armstrong sull'Apollo 11. "La verità è che siamo già stati sulla Luna 40 anni fa. Quel che ha bisogno questa nazione per mantenere la supremazia nello spazio è di abbassare i costi e sviluppare tecnologie d'avanguardia che ci portino ancora più lontano", ha scritto Aldrin elogiando l'approccio di Obama: "È il programma giusto al momento giusto". Aldrin e Armstrong hanno diviso con Michael Colllins l'onore del primo volo sulla Luna. Sia Armstrong che Aldrin hanno camminato sulla superficie del satellite della Terra.
Obama vuole che la Nasa cominci a lavorare alla costruzione di un nuovo veicolo di lancio, prima di quanto previsto dal programma Constellation, quello cancellato dalla Nasa, con l'impegno a decidere poi nel 2015 su quale tipo di razzo porterà gli astronauti nello spazio profondo. L'obiettivo è sviluppare la capsula Orion, che in principio doveva servire ai viaggi sulla Luna, in modo da poter essere utilizzata in caso di emergenza per evacuare la Stazione Spaziale Internazionale.
LA SCHEDA/ Nasa, da gloria allunaggio a un futuro incerto
Il 20 luglio del 1969 rimane forse la data simbolo nella storia della National Aeronautics and Space Administration, il momento più glorioso di un'Agenzia che oggi saprà quale futuro le riservi l'Amministrazione Obama dopo i tagli al bilancio decisi in nome della crisi economica.
Ma per arrivare al "grande passo per l'umanità" di Neil Armstrong furono necessari undici anni: la Nasa venne infatti creata nel 1958 per volere dell'Amminstrazione Eisenhower, allo scopo di rispondere allo "Sputnik", la sfida sovietica nel settore spaziale che divenne un altro fronte della Guerra Fredda. Nel 1961, con il lancio del programma Mercury, l'Agenzia mosse i primi passi accompagnata da discreti successi ma sempre indietro rispetto ai russi: Al Shepard divenne il primo americano nello spazio, ma preceduto da Yuri Gagarin.
Nello stesso anno John F. Kennedy decise la svolta strategica dell'Agenzia: arrivare sulla Luna, come spiegò in un famoso discorso "non perché sia facile, ma perché è complicato" - e, en passant, creando un compito in grado di regalare sogni, orgoglio ed avventura a un intero Paese, oltre che notevoli appalti all'industria aerospaziale. E la Nasa tenne fede alla promessa, seppure JFK non visse abbastanza da vedere il successo: nella prima metà degli anni Sessanta il programma Gemini mise a punto le tecniche orbitali e di propulsione necessarie, aprendo la strada ad Apollo.
Un programma che iniziò tragicamente, tanto da mettere per un momento a repentaglio il futuro stesso dell'Agenzia: l'Apollo 1 bruciò sulla rampa di lancio nel corso di un test elettrico e di comunicazioni a terra, uccidendo l'intero equipaggio. Virgil Grissom, Ed White e Roger Chaffee furono i primi "martiri" che solo Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins vendicarono due anni dopo segnando il sorpasso definitivo sull'Unione Sovietica.
Ma la troppa epopea evidentemente stanca pubblico e contribuenti, e - annuncio dei tempi che dovevano venire - dopo quattro allunaggi e la tragedia sfiorata dell'Apollo 13 le ultime tre missioni del programma vennero annullate per mancanza di fondi: si ripiegò nel 1973 sullo Skylab, laboratorio orbitante costruito con quanto avanzato.
Oltre ai programmi con equipaggio, la Nasa mise in opera a partire dagli anni Sessanta anche i primi programmi di esplorazione mediante sonde teleguidate: le Mariner e le Viking, ma soprattutto le Voyager (delle sonde Mariner modificate), la cui traiettoria le ha portate fuori del sistema solare; trasportano nel loro viaggio verso l'ignoto una targa dorata nella quale - imprudentemente, secondo alcuni - viene descritto il nostro pianeta e i suoi abitanti.
Per un nuovo balzo tecnologico si dovette attendere il 12 aprile del 1981, con l'esordio del programma Shuttle, il primo che prevedesse delle capsule riutilizzabili: le navette però non servivano per l'esplorazione spaziale, ma solo per i voli in orbita bassa; anche per questo nel 1998 venne iniziato l'assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale "Alpha", considerata la panacea della ricerca scientifica a microgravità e facilmente raggiungibile dagli shuttle.
Unico manufatto a poter competere come simbolo dell'avventura con le capsule Apollo - sebbene per obbiettivi meno ambiziosi - lo Shuttle era però molto più complesso tecnicamente e la Nasa ha pagato carissimo il prezzo dell'ignoranza e della sottovalutazione di alcuni rischi: il "Challenger" esplose subito dopo il lancio nel 1986 per colpa di una guarnizione difettosa e la decana delle navette, la "Columbia", si disintegrò nel 2003 al rientro a causa di un danno al rivestimento termico dell'ala sinistra.
Oggi solo pochi mesi separano gli shuttle dal momento della pensione, subito dopo il completamento della Iss e al momento la Nasa non ha nessun nuovo programma di ampio respiro con cui sostituirli, stante la decisione dell'Amministrazione Obama di cancellare il "Constellation", del costo di 230 miliardi di dollari (dei quali dieci già spesi): gli obbiettivi del ritorno sulla Luna e la conquista di Marte dovranno quindi attendere almeno un decennio.
L'Agenzia continua a gestire i programmi scientifici: le sonde marziane come Rover e Opportunity, i satelliti osservativi come lo Hubble; missioni che non catturano certo l'immaginazione popolare ma che per i ricercatori sono invece fondamentali e che per questo hanno cercato in tutti i modi di difendere: in particolare, senza l'assistenza garantita dagli shuttle i satelliti avranno vita operativa più breve e più difficile.



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