Usa/ Obama: un nuova scuola. E' in gioco il sogno americano
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Obama ha delineato un futuro in cui la scuola dovrà cambiare e ricevere nuovi investimenti perchè "Il declino dell'istruzione è intollerabile". Nel novero delle scuole pubbliche si contano anche le cosiddette "charter schools", elementari o secondarie 'sperimentali' che godono di maggiore autonomia ma devono rispettare certi risultati indicati nel loro statuto individuale, o "charter"; nate da un'idea della fine degli anni Ottanta, esistono in una quarantina di Stati. Queste scuole piacciono pochissimo al resto del settore che vede convogliare il denaro pubblico lontano dagli istituti tradizionali. Fra i principi considerati pericolosi c'è proprio il pagamento dei professori in base al merito. Obama dall'esperienza delle "charter schools" ha tratto delle idee, già esposte in campagna elettorale, e si è lanciato a difenderle: la scuola pubblica, per funzionare, deve avere coraggio ed essere innovativa.
"Troppi nel mio partito hanno avversato l'idea di compensare la bravura dell'insegnante con aumenti di stipendio anche se sappiamo che può fare la differenza in classe" ha detto il presidente. "Troppi nel partito repubblicano hanno avversato nuovi investimenti nell'istruzione elementare, nonostante le indubbie prove della sua importanza". La riforma è imperativa, per Obama, nonostante la crisi economica. Perché "nonostante risorse che non hanno paragoni nel mondo, abbiamo lasciato che i voti calassero, le scuole crollassero, la qualità degli insegnanti si abbassasse, e che le altre nazioni ci superassero. Il declino dell'istruzione americana è intollerabile per l'economia, insostenibile per la democrazia, inaccettabile per i nostri figli. C'è in gioco semplicemente il sogno americano".
Dito puntato fra le altre cose contro i professori incapaci. Le autorità statali e locali dovranno "prendere provvedimenti per allontanare i cattivi insegnanti dalla classe. Voglio essere chiaro: un insegnante che ha un'altra opportunità e non migliora, non ha motivo di continuare a insegnare".
Riuscirà il presidente a energizzare i professori senza avvilirli? Ha parlato a lungo di un "impegno senza precedenti per garantire che chiunque abbia il compito di educare i nostri figli lo faccia il meglio possibile". In concreto questo dovrebbe tradursi in corsi di formazione, più investimenti e nuove responsabilità. E fra gli altri principi che Obama ha elencato ci sono soldi e linee guida.

I bambini scrivono a Obama... Oltre 4.500 piccoli tra i 5 e i 12 anni hanno partecipato al progetto Dear Mr. President in collaborazione con l'Associazione Nazionale per l'educazione (NEA) e con il sito kidthing.com. I loro pensieri, sogni e speranze sono stati recapitati direttamente alla Casa Bianca.
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Lo stile di Michelle Obama. Per la foto ufficiale la first lady Usa ha scelto il tubino nero, ispirato al look di Jaqueline Kennedy. Tra i preferiti anche della premier dame francese, Carla Bruni. (Foto Diva e Donna)



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