Usa/ Scacco a Obama. I Democratici perdono il Massachusetts
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E' un duro colpo quello subito da Barack Obama in Massachusetts, dove il seggio senatoriale che per 60 anni era appartenuto ai Kennedy e' stato conquistato da un repubblicano. Una sconfitta simbolica in un feudo tradizionalmente democratico, ma anche una concreta sconfitta politica che fa perdere al presidente quella maggioranza assoluta di cui aveva bisogno per l'approvazione della riforma sanitaria. Brown ha già detto con chiarezza che sarà questa la prima battaglia in cui si impegnerà per fermare i programmi della Casa Bianca. "Questo seggio del Senato non appartiene ad una persona, non appartiene ad un partito ma è il seggio del popolo", esulta il vincitore.
![]() Scott Brown |
Il presidente Barack Obama ha telefonato al senatore eletto del Massachusetts Scott Brown per congratularsi per la vittoria. Obama - ha reso noto il portavoce Robert Gibbs - ha detto a Brown che intende lavorare con lui per far fronte alle sfide economiche delle famiglie del Massachusetts e delle famiglie del resto dell'America.
![]() Scott Brown posa nudo |
La sconfitta segna la terza batosta consecutiva per i democratici (in cui Obama non è riuscito a fare la differenza) dopo New Jersey e Virginia, un fatto constatato dagli strateghi della campagna della candidata democratica Martha Coakley. "Abbiamo avuto la Virginia, abbiamo avuto il New Jersey. Ora abbiamo il Massachusetts. Come partito dobbiamo capire cosa fare prima che questa ondata arrivi alle elezioni di metà mandato a novembre", ha detto Celinda Lake, esperta in sondaggi della campagna della Coakley.
La sconfitta in Massachussets mette a rischio non solo la riforma della sanità ma anche il progetto di riforma delle regole del mercato finanziario, dato che per i democratici sarà difficile riuscire a far approvare al Senato il progetto per rendere più serrati i controlli sulle banche e sui mercati finanziari.
Brown è davvero un politico emerso dal nulla e andato dritto a segno nonostante la sua fosse considerata una missione impossibile. Questo 50enne di bell'aspetto, famoso finora solo per il suo slogan "mi chiamo Scott e guido un furgone" e per essere stato mezzo nudo sulla copertina di Cosmopolitan ai tempi dell'Università, ha sbaragliato la troppo sicura di sé Coakley, che, convinta di poter contare su un seggio blindato, aveva interrotto a campagna elettorale per passare le vacanze di Natale ai Caraibi.
![]() Martha Coakley |
Un errore grossolano, compiuto proprio mentre il triatleta repubblicano conquistava casa per casa il favore degli elettori. Né sembra essere stata una mossa vincente la presa in giro che Obama ha fatto del GMC Canyon del 2005 con 320mila chilometri nel cruscotto, simbolo di una classe operaia che sempre meno si riconosce nelle icone upper-class incarnate dai Kennedy. "Se critica il mio furgone, esagera" ha detto Brown, che ha alzato la posta: "Se il presidente è convinto che lì alla Casa Bianca ci sanno fare con il basket, allora scelga il migliore dei suoi compagni e venga qui per una sfida con me e Ayla".
Può sembrare una smargiassata per tirare in ballo la figlia di Brown, fino a poco tempo fa più famosa del padre per le sue imprese di cestista con i Boston College, ma suona in realtà come una promessa: Brown potrebbe essere uno di quei candidati venuti fuori dal nulla che fanno in fretta a puntare alla Casa Bianca. Proprio come Obama. Ma anche se è determinato a fermare una riforma sanitaria "a nove zeri che gli elettori non vogliono e che viene imposta all'America", Brown è stato attento a rendere omaggio a Ted Kennedy, il decano il cui seggio va a occupare e che resta una figura simbolica della politica americana. "Per gran parte della mai vita questo instancabile e generoso servitore dello Stato ha rappresentato una forza senza eguali" ha detto nel discorso agli elettori in festa per la sua vittoria, "rendo omaggio alla sua memoria e mi impegnerò al massimo per esser un degno successore".



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