Usa/ Mea culpa di Obama. Espulsi gli immigrati che votano
| Gli immigrati negli Usa che chiedono di votare, seppur regolari, rischiano di essere espulsi. Secondo il New York Times i residenti esteri in possesso di carta verde, ma non ancora cittadini americani, possono perdere il diritto di lavorare negli Stati Uniti ed essere cacciati dal paese. "Molti pensano di poter votare alle elezioni", scrive il NY Times, "ma in realtà si tratta di un atto illecito" |
Barack Obama e la moglie Michelle sono stati acclamati in Ohio nel loro primo appuntamento elettorale congiunto da due anni. Il presidente, che sta cercando di mobilitare la base del Partito Democratico in vista del pericoloso appuntamento elettorale del 2 novembre, di fronte a 35mia sostenitori riuniti nel campus della Ohio State University di Columbus, ha tenuto un discorso ottimista e pieno di energia; e ha cercato di riconquistare la magia della sua campagna 2008, per risollevare le sorti dei candidati dell'Asinello, in bilico non solo nello Stato del Midwest ma in tutto il Paese.
L'apparizione congiunta degli Obama e le grandi dimensioni della folla, tra cui moltissimi giovani, hanno ricordato l'energia con cui il presidente Usa conquistò la Casa Bianca nel 2008. In un clima di rabbia per l'economia stagnante e una disoccupazione al 9,6%, gli Obama e i Democratici stanno cercando di evitare un'emorragia di deputati al Congresso e anche alla guida di molti Stati. "Tutti dicevano 'No, You can't' nel 2008 e noi abbiamo mostrato loro 'Yes, we can'" ha detto il presidente.

Michelle e Obama in Ohio
Obama, che ha dimostrato di essere ancora in grado di emozionare la folla - anche in uno Stato che contribuì a portarlo alla Casa Bianca, ma che è stato duramente colpito dalla recessione e dall'alto tasso di disoccupazione- ha accusato i repubblicani di schierarasi con "gli interessi speciali" delle compagnie assicurative e di Wall Street, ma ha anche riconosciuto che i Democratici dovranno affrontare una dura battaglia.
MEA CULPA DI BARACK. Barack Obama rivendica di aver mantenuto "il 70% delle promesse fatte" ma ammette di aver compiuto "degli errori tattici" a partire dall'aver trascurato "le pubbliche relazioni". Il presidente americano si spiega solo così il crollo nei sondaggi: non è stato in grado di 'vendere' all'opinione pubblica americana i suoi risultati. A poco più di due settimane dalle decisive elezioni di Midterm e a 20 mesi dal suo ingresso alla Casa Bianca il presidente americano in un lunga intervista al Magazine del New York Times, autoelogiando il suo spirito di sacrifico, lamenta che "probabilmente abbiamo dedicato più tempo a cercare di governare bene che a fare politica bene" nell'interesse suo e del Partito democratico Ora con l'incubo che i repubblicani possano riottenere il 2 novembre il controllo del Congresso il presidente spiega di aver deciso di cambiare atteggiamento e che da ora rispetterà le regole non scritte di Washington, della politica, che finora, facendosene un punto d'orgoglio, afferma di non aver rispettato.
Il presidente intende e 'reinventare' la sua amministrazione in quella che i suoi consiglieri hanno battezzato "Obama 2.0" come se si trattasse dell'aggiornamento del software. "Ritengo che chiunque copra questa carica deve ricordare che il successo e' determinato dal trovare un punto di equilibrio tra il governare e fare politica e che non ci si puo' permettere di ignorare (le regole) del marketing e delle pubbliche relazioni e (come queste condizionino il giudizio) dell'opinione pubblica". Ora, spiega Obama , ho imparato la "lezione tattica" inflitta dai repubblicani cui, denuncia, ha consentito di dipingerlo come "lo stesso vecchio liberal democratico tassa-e-spendi" malgrado lui, sottolinea, sia il promotore del cambiamento ("change", il mantra obamiano delle elezioni del 2008 insieme a "Yes we can").
Malgrado tutto Obama sottolinea: "Ho tenuto una lista di cosa ho promesso di fare e probabilmente abbiamo realizzato il 70% di quanto ci eravamo impegnati a fare durante la campagna (elettorale)". Il presidente lamenta che malgrado abbia approvato un pacchetto di stimoli senza precedenti per stabilizzare l'economia americana, prima di imbarcarsi nella piu' vasta riforma del sistema sanitario (bocciata pero' dal 50% degli americani), educativo e finanziario, alla fine ha consentito ai repubblicani di bloccare il suo programma e distorcere il suo messaggio Obama conclude con un consolatorio: in ogni caso "sara' molto difficiel per la gente guardare indietro e dire 'Sai cosa, Obama non ha fatto quanto aveva promesso'. Penso che potrebbero dire asl più...'Su una manciata di fronti non ha completato l'opera'".



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