Usa-Cina/ Torna l'amicizia tra Obama e Hu Jintao

Venerdì, 2 aprile 2010 - 11:00:00


Obama Hu Jintao
Obama-Hu Jintao

Barack Obama intende "aumentare la pressione" sull'Iran per il suo controverso programma nucleare, che, ha detto il presidente americano alla Cbs, la sta ulteriormente isolando. A tal fine stanno accelerando i negoziati per approvare una nuova tornata di sanzioni all'Onu, la quarta, contro la Repubblica islamica. "Come ho detto in precedenza noi non escludiamo alcuna opzione", contro l'Iran (compresa quella militare, ha lasciato intendere il presidente), "e continueremo ad aumentare la pressione verificando come (Teheran) rispondere. Ma lo faremo coalizzando quest'azione la comunità internazionale, ottenendo in questo modo di agire da una posizione di forza", ha chiarito Obama.

LA CINA TENDE LA MANO A OBAMA. Lunga conversazione telefonica nella notte italiana tra il presidente Usa, Barack Obama, e il collega cinese, Hu Jintao, che si recherà a Washington per prendere parte il 12-13 aprile al summit internazionale sulla sicurezza nucleare: al centro dei colloqui soprattutto l'Iran, ma anche gli impegni del G20 per garantire la ripresa economica e anche le relazioni bilaterali, messe in crisi di recente da Sulla questione nucleare, Obama -ha reso noto la Casa Bianca- "ha sottolineato l'importanza di lavorare insieme per fare in modo che l'Iran rispetti i suoi obblighi internazionali".

Più in generale, il presidente Usa ha rilevato la necessità che Washington e Pechino "insieme con le altre piu' importanti economie attuino gli impegni del G20 destinati a produrre una crescita bilanciata e sostenibile"; e ha espresso il suo apprezzamento per la decisione di Hu di partecipare al summit nucleare, a fine aprile a Washington, che sara' "un'importante opportunita' perche' i due Paesi affrontino il loro comune interesse nel mettere un freno alla proliferazione nucleare e nel proteggersi dal terrorismo nucleare".

I due hanno anche discusso dell'importanza di sviluppare "una relazione bilaterale positiva". E tal proposito, il presidente cinese -ha fatto sapere Pechino- ha rilevato che relazioni economiche e commerciali bilaterali "stabili" e "sane" sono nell'interesse di entrambi i Paesi, ricordando l'importanza che Pechino attribuisce a questioni quali Taiwan e il Tibet. "Hu - ha indicato il governo- ha sottolineato che le questioni di Taiwan e del Tibet riguardano la sovranita', l'integrita' territoriale della Cina, e i suoi interessi nodali, e dunque affrontare adeguatamente questi temi e' la chiave per garantire lo sviluppo di relazioni sino-statunitensi fiorenti e e stabili". A gennaio, Washington aveva scatenato l'irritazione cinese con la decisione di procedere alla vendita di armi statunitensi a Taiwan e con la scelta di Obama di ricevere alla Casa Bianca il Dalai Lama.

VERTICE SULLA SICUREZZA NAZIONALE. Il summit di Washington mira a fornire un forum per discutere come prevenire con azioni coordinate gli attacchi terroristici. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva auspicato un incontro del genere quando aveva parlato a Praga nell'aprile del 2009 sul sogno di un mondo denuclearizzato. Da un punto di vista di rapporti internazionali, l'incontro di Washington sarà il primo tra Obama e Hu dopo le tensioni degli ultimi mesi, prima per la vendita di armi americane a Taiwan e poi per la visita del Dalai Lama alla Casa Bianca, sebbene in una cornice molto attenuata sotto il profilo del cerimoniale.

La relazione bilaterale ha conosciuto ulteriori momenti di tensione nelle ultime settimane con la decisione di Google di spostare il suo sito cinese a Hong Kong e con il costante pressing di parte americana sulla Cina perchè consenta un sensibile apprezzamento dello yuan. Nell'arco dei prossimi giorni inoltre il dipartimento del Tesoro dovrà presentare il suo consueto rapporto semestrale sui rapporti valutari con gli altri paesi e il numero dei membri del Congresso che chiedono di includere finalmente la Cina nel novero dei paesi che manipolano la loro divisa per ottenerne indebiti vantaggi è in continua crescita. Sino ad ora tuttavia il Tesoro ha resistito a queste pressioni per non aprire una crisi ufficiale con la Cina ed è probabile che le ragioni della diplomazia prevarranno anche in questa occasione, a maggior ragione se a Washington sarà presente lo stesso leader cinese.

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