Nucleare Corea/ Riesplode la Guerra Fredda

Mercoledì, 15 aprile 2009 - 07:30:00


Di Matteo Cazzulani

Nonostante le recenti dichiarazioni del presidente USA Barack Obama, secondo cui il progetto di costruzione del sistema di difesa antimissilistico in Europa Centrale sarebbe condizionato alla realizzazione del programma nucleare da parte dell’Iran, in Polonia i lavori per la sua installazione continuano. L’esercito USA ha completato il progetto della base, mentre il Ministero della Difesa di Varsavia ha rilevato il terreno nei pressi di Slupsk (nella regione della Pomerania, nel nord della Polonia, non lontano da Danzica) su cui essa sarà installata.

Cinque giorni prima del discorso praghese di Obama circa il possibile rinvio – se non addirittura la rinuncia – della costruzione dello scudo, l’ex vice ambasciatrice Pamela Quanrud ha comunicato agli amministratori locali della regione di Slupsk – dove si trovava per un sopralluogo – che Washington non rinuncerà al progetto. Costoro hanno aggiunto che “non vi è alcuna ragione per la quale si possa rinunciare al progetto di difesa. Al contrario, la sua realizzazione va accelerata”.

Questo scudo, è bene ricordarlo, prevede l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca e di una batteria di missili patriot in Polonia. Ufficialmente realizzato per proteggere l’occidente da possibili minacce provenienti da Teheran – che sta sviluppando armamenti nucleari – ha suscitato la reazione di Mosca, convinta che esso sia orientato contro di lei. Il sistema di difesa ha già ottenuto l’avvallo di Praga e Varsavia, quest ultima convinta dopo un iniziale scetticismo lo scorso agosto a seguito dell’aggressione russa ai danni della Georgia, evento che ha allarmato i Paesi dell’Europa centrale, da secoli bersaglio della spregiudicata politica estera della Russia prima zarista, poi comunista ed oggi putiniana.

Dinnanzi alla totale mancanza di una comune politica estera dell’UE, esausti per la supponenza spesso manifestata dalla “Vecchia Europa”, questi Paesi si sono trovati obbligati ad interloquire con Washington e con la NATO per tutelare la propria sicurezza e, più elementarmente, per essere ascoltati. Sono esempio tangibile di tale situazione il comportamento di molti capi di Stato occidentali, Sarkozy in primis, che trattano direttamente con Putin il prezzo del gas frustrando ogni tentativo di conduzione di una comune iniziativa europea. Ma anche le recentissime, scandalose dichiarazioni rilasciate a Milano dal capogruppo PSE Martin Schultz, che incolpa pienamente ed unicamente i polacchi circa il peggioramento dei rapporti tra Bruxelles e Mosca – evitando di commentare l’assenza di democrazia ed il mancato rispetto dei diritti umani all’ombra del Cremlino.

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