Usa/ Romney batte Obama 45% a 39%
Mitt RomneyL'ex governatore del Massachusetts, Mitt Romney, in vantaggio sul presidente americano Barack Obama in un ipotetico testa a testa per la Casa Bianca. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio condotto da Rasmussen, secondo il quale il 45% degli elettori voterebbe per Romney, a fronte del 39% che voterebbe per Obama. Il divario fra Romney e Obama si è ampliato rispetto a una settimana fa, quando l'ex governatore del Massachusetts guidava con il 44% contro il 41% delle preferenze per il presidente. Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.000 persone fra il 27 e il 28 dicembre e ha un margine di errore di 3 punti percentuali.
LA MOGLIE ANN, LA CARTA SEGRETA DI MITT ROMNEY - È rimasta fino all'ultimo lontana dai riflettori, evitando persino di andare nei dibattiti, ma nelle ultime settimane di campagna in Iowa, Ann Romney ha deciso di scendere in campo. E la 62enne moglie dell'ex governatore del Massachussets, e madre dei suoi cinque figli, si è rivelata forse una carta segreta per suscitare interesse nella figura, francamente poco carismatica, di Romney. Ma, soprattutto, un modo per sottolineare agli occhi degli elettori più conservatori, la differenza tra i 42 anni di matrimonio dell'ex governatore, e i tre matrimoni, e i due discussi divorzi, di Newt Gingrich. «Ecco quello che è Mitt, è solido, si può contare su di lui, non ti abbandonerà mai nei momenti più difficili», ha detto la signora Romney, in uno dei tanti incontri con le elettrici dell'Iowa che ha avuto negli ultimi giorni di campagna elettorale, raccontando come il marito le sia stato accanto nella battaglia con la sclerosi multipla che le è stata diagnosticata nel 1998. Proprio l'opposto di quello che ha fatto Gingrich - è quanto si legge tra le righe delle dichiarazioni di Ann - che avrebbe abbandonato non una ma due moglie malate, per poi convolare in terze nozze con una donna di 23 anni più giovane di lui, Callista Bisek. Che all'inizio degli anni '90 era la sua assistente mentre l'allora Speaker della Camera era impegnato nella crociata moralista contro il presidente Bill Clinton che portò al suo impeachment per il Sexgate.


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