USA/ OBAMA, ALLA CASA BIANCA IL RE DEL WEB

Mercoledì, 5 novembre 2008 - 16:01:00


FORUM/ Che cosa pensi dell'esito delle elezioni Usa? Sei contento della vittoria di Obama? Che cosa cambierà in Italia?

SONDAGGIO/ Come saranno gli Stati Uniti e il mondo con Barack Obama alla Casa Bianca?

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Il commento 1/
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Il commento 2/ È un'America più fragile e insicura quella di Obama Di Giuseppe Morello

Il commento 3 Obama, l'audacia di un presidente: la speranza ha vinto la paura Di Antonio V. Gelormini

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Presidente degli Usa e Re del web. Sì, proprio lui, Obama. Ha sbaragliato Hillary Clinton e i baroni del partito democratico. Poi è arrivato alla vittoria. Come? Mettendo in campo il popolo della rete. Ha puntato sull'altra faccia dell'America, quella che non rientra di default nella fascia liberal di sinistra, ma che forse ancor di più rappresenta il futuro degli Usa.

Quella curata da Obama durante la sua campagna elettorale è un'America di individui, che quotidianamente costruiscono la propria identità e il proprio futuro lavorando in rete, in competizione e collaborazione fra loro.

Non che il candidato democratico abbia trascurato qualche mezzo di comunicazione durante la campagna elettorale. I cartelloni per strada, gli spot radiofonici, la tv con i suoi slogan a reti unificate trasmessi a pochi giorni dal voto. Il suo staff ha persino creato una tv satellitare per trasmettere i suoi discorsi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ma Internet ha fatto la differenza.


Obama su Second Life
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C'è chi pensa che lui abbia visto nella Rete un semplice e nuovo strumento del mercato liberista e chi, al contrario ci vede il tentativo di realizzare una sorta di socialismo a portata di server. Rimane la certezza: il 5 novembre 2008 è iniziata una nuova era. Quella di Internet. Obama lo aveva intuito. E questa intuizione gli ha garantito la vittoria. Ha scommesso sul fatto che questo popolo non si mobilita dall'esterno ma agisce naturalmente: essere in rete significa intervenire, valutare, decidere, esprimersi, rivendicare, reagire. L'unica condizione è usare il suo linguaggio e assumere i suoi contenuti. Parlare con questo popolo significa accettare il confronto e mettere in condivisione con un popolo unico e infinito le proprie idee, significa mettersi in gioco e sapere che una volta entrati, una volta cittadini del web, congedarsi è impossibile.


Barack Obama
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Con questa logica Obama ha costruito il suo blog e ha raccolto 600 milioni di dollari, a colpi di 20/30 dollari per volta, armando un esercito di bloggisti, twitteriani, facebookisti, youtubisti, che non si ritirerà una volta conquistata la Casa Bianca. I suoi spot arrivano anche negli iTunes Store della Apple, alcuni fan gli hanno costruito un  quartier generale su Second Life, e sui principali social network. Sotterra letteralmente il povero McCain: su MySpace ha oltre 700mila amici, contro i 170 mila del rivale repubblicano, su Facebook conta più di due milioni di supporter, mentre il candidato conservatore si ferma a 560 mila.
 
Così Obama ha dato all'America quello che l'America voleva: una società compatta che sta in rete senza gerarchie, che è la migliore garanzia per chi sul web trova il suo business. In cambio questa America gli ha regalato un metodo per competere e vincere trasversalmente. E così è stato: Obama ha vinto chiamando in gioco 28 milioni di nuovi americani che fino ad allora non erano conteggiati. Obama ha vinto perché in America la rete è adulta, è ormai un soggetto sociale, oltre che scientifico ed economico, è un modo di vivere.




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