Usa/ Obama cambia tono e attacca i repubblicani. Silvio nervoso, Barack non chiama. Ma...
Barack Obama cambia tono verso i repubblicani.
Dopo aver cercato invano un sostegno bipartisan al suo piano di stimolo all'economia, il presidente americano ha rilasciato una dichiarazione e ha pubblicato un articolo in cui passa al contrattacco. "Negli ultimi giorni - ha scritto per il Washington Post - ci sono state critiche infondate a questo piano che riecheggiano le teorie fallimentari che ci hanno trascinato in questa crisi, ovvero la nozione che la riduzione delle tasse basti da sola a risolvere i nostri problemi".Chiara l'allusione alle politiche economiche dell'era Bush e al piano anti-crisi alternativo proposto dai repubblicani che si basa proprio sulla leva fiscale. "Respingo queste teorie come, tra l'altro, ha fatto il popolo americano votando a stragrande maggioranza per il cambiamento a novembre", ha dichiarato Obama a margine della firma di una legge che estende la copertura sanitaria a quattro milioni di bambini che non erano assicurati.
Il nuovo messaggio di Obama, che ha ricordato come dall'approvazione del suo piano da 800 miliardi di dollari dipenda la creazione o il salvataggio di 4 milioni di posti di lavoro, sembra diretto anche ai settori dei democratici che hanno sollevato perplessita' su una manovra cosi' onerosa.

Obama dietro le quinte
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Intanto sale il nervosismo a Palazzo Chigi. Obama finora ha telefonato il presidente dell'Anp Abu Mazen, Ehud Olmert, l'omologo cinese Hu Jintao, altri 9 leader mondiali, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il premier britannico Gordon Brown ma non Berlusconi. Il premier italiano è finito agli ultimi posti della sua agenda. Che a pesare sia la battuta del Cavaliere sul presidente "giovane, bello e abbronzato"? Per il momento il telefono non squilla. E la preoccupazione sale anche perché l'Italia è presidente di turno del G8 a La Maddalena nel luglio prossimo.
Obama non alza il telefono e nel mirino finisce il 66enne ambasciatore a Washington, Gianni Castellaneta. Il diplomatico aveva un buon rapporto con Condoleezza Rice e fu grazie a lui che D'Alema fu ricevuto al Dipartimento di Stato. Ma ora c'è chi parla addiruttura della sostituzione dell'ambasciatore con Giampiero Massolo, l'attuale Segretario Generale della Farnesina che ha rifiutato le lusinghe di Emma Marcegaglia per la direzione generale di Confindustria.
L'Italia può intanto consolarsi. È previsto a breve, anche se non c’è ancora una data certa, il primo incontro ufficiale tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il nuovo segretario di Stato Usa, Hillary Clinton. L’incontro avverrà “presto”, come ha precisato Maurizio Massari, portavoce della Farnesina. "Al momento non ci sono date - ha spiegato Massari - ma, come è tradizione quando c'é un cambio di amministrazione, si prevedono dei contatti e degli incontri in tempi brevi con i ministri degli esteri dei principali Alleati. E noi ci consideriamo tra i partner più importanti". Tra i colleghi europei Hillary Clinton ha già incontrato il britannico David Miliband, il tedesco Frank-Walter Steinmeier ed il francese Bernard Kouchner. L'Italia è ancora in fondo alla lista...



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