Al via la diplomazia Usa dell'ascoltare. Obama tende la mano ai musulmani

Martedì, 27 gennaio 2009 - 19:15:00



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Non solo Guantanamo e svolta green. Ha preso il via ufficialmente anche la diplomazia della nuova amministrazione Obama che si propone sullo scacchiere mediorientale in un 'listening mode', in posizione di ascolto. Nella sua prima missione infatti l'inviato per la pace in Medio Oriente, Mitchell, "prevede di avere con tutti (tranne Hamas, almeno in questo primo approccio)".  

IRAN. Con  Teheran la "diplomazia dei muscoli" lascia il posto alla "diplomazia diretta", come ha affermato il neo ambasciatore Usa all'Onu, Susan Rice. L'Iran dal canto suo fa sapere che stanno "aspettando cambiamenti concreti dalla nuova amministrazione Usa", ha detto Gholam Hossein Elham. Come dire, ora passiamo ai fatti. 

Un'apertura al dialogo che Obama ha voluto sottolineare anche nella sua prima intervista da presidente alla tv satellitare 'al-Arabiya'. ''Gli americani non sono vostri nemici. Il mio lavoro nei confronti del mondo musulmano è quello di comunicare che gli americani non sono vostri nemici, noi qualche volta abbiamo compiuto degli errori, non siamo stati perfetti''.

Nel corso dell'intervista, a una settimana dal suo storico giuramento, Obama ha riconosciuto che gli Usa hanno compiuto errori, ma ha assicurato che la sua amministrazione sceglierà un approccio un diplomatico più aperto del suo predecessore. Obama ha anche confermato il suo impegno a compiere un viaggio in Indonesia, il più popoloso Paese musulmano, dove ha vissuto alcuni anni in gioventù, e ha aggiunto che i suoi viaggi nei Paesi musulmani lo hanno convinto che, nonostante la fede diversa, la gente a differenti latitudini ha comuni speranze e sogni. "Il mio obiettivo con il mondo musulmano è comunicare che gli americani non sono il vostro nemico. Qualche volta facciamo errori, qualche volta non siamo stati perfetti". "Ma se guardiamo al percorso compiuto... l'America non è nata come un potere coloniale, e non c'è ragione per cui non possiamo recuperare lo stesso rispetto e la stessa collaborazione che avevamo venti o trenta anni fa".

All'Iran, che Bush considerava un caposaldo dell'"asse del male", Obama ha offerto di nuovo la mano tesa, annunciando una nuova politica nei prossimi mesi: "Come ho detto nel discorso del giuramento, se Paesi come l'Iran sono disponibili a dischiudere il loro pugno, troveranno la nostra mano tesa ad attenderli". "Ed è molto importante per noi assicurarci che stiamo usando tutti gli strumenti del potere statunitense, compresa la diplomazia, nelle nostre relazioni con l'Iran".


Obama dietro le quinte
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Obama ha registrato l'intervista proprio mentre il nuovo inviato speciale per il Medio Oriente, l'ex senatore George Mitchell, iniziava la sua missione di otto giorni in Medio oriente (ma farà 'puntate' anche a Londra e Parigi). Mitchell, che era già stato protagonista del processo di pace in Irlanda del Nord, è giunto in Egitto e mercoledì si sposterà in Israele, e poi in Cisgiordania, Giordania e Arabia Saudita. ricordando a israeliani e palestinesi che è tempo di ritornare al tavolo dei negoziati, Obama ha assicurato che Mitchell si impegnerà "energicamente e consistentemente" nel raggiungere risultati concreti per la pace.


L'insediamento di Obama in immagini
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