Usa/ Le prime spine nel fianco di Obama. La triade 'rossa' Cina-Cuba-Russia
Gaza il suo secondo atto. Finalmente dopo 23 giorni di silenzio obbligato (tanto è durata l'offensiva israeliana nella Striscia), Obama ha preso il telefono e ha parlato con il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen sulla questione mediorientale (ma ha telefonato anche a Olmert, al presidente egiziano Mubarak e al re giordano Abdallah II). Per ora solo parole, il presidente Usa ha promesso di adoperarsi in vista di una "pace durevole". Intanto Israele ha già messo le mani avanti. L'esercito ha concluso il ritiro da Gaza, guarda caso giusto in tempo per l'insediamento di Obama alla Casa Bianca.

Obama giura come 44esimo presidente Usa
GUARDA LA GALLERY
Ma sul tavolo dello Studio Ovale, oltre a Iraq, Afghanistan, sanità e crisi economica, stanno per arrivare altri dossier altrettanto scottanti: le relazioni con Russia, Cuba e Cina. Le prime parole di Putin non sono state di certo di buon auspicio. Il primo ministro russo ha definito il presidente Usa Barack Obama "sincero ed aperto" ma ha detto che Mosca ha bisogno di vedere come questo si tradurrà in pratica.
Le relazioni tra americani e russi hanno raggiunto i livelli più difficili dal post-Guerra Fredda tra dispute sullo scudo missilistico, che gli Stati Uniti definiscono difensivo, allargamento della Nato, indipendenza del Kosovo e conflitto in Georgia. Putin ha detto che la Russia è pronta a cooperare con gli Usa su una ampio ventaglio di questioni internazionali, anche se ha ammonito riguardo ad un eccessivo ottimismo sul nuovo leader statunitense. "Obama sembra un uomo sincero ed aperto e questo ovviamente attrae la gente", ha detto in un incontro con i giornalisti durante una visita a Dresda. "Ma sono profondamente convinto che le disillusioni peggiori arrivano dalle speranze eccessive. Bisogna vedere cosa succede in pratica".

Il ballo Obama-Michelle
GUARDA LA GALLERY
Putin ha guidato la Russia come presidente dal 2000 al 2008, sviluppando un forte rapporto personale con il presidente uscente Usa George W. Bush, sopravvissuto anche ai momenti di disaccordo. "Siamo pronti a cooperare, aspettiamo di vedere la realizzazione politica di ciò che abbiamo sentito durante la campagna elettorale (di Obama)".
Cauto ottimismo da Mosca. Così come da L'Avana. Un allentamento graduale delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti è già in corso. Durante la campagna elettorale Obama aveva annunciato di eliminare le restrizioni adottate da George W. Bush per i viaggi in patria dei cubani residenti negli Usa e per l'invio di denaro. Anche dall'altra parte Fidel Castro prima e Raùl dopo avevano aperto su un possibile dialogo.
Nei mesi scorsi Barack ha però anche ribadito che intende mantenere l'embargo quasi cinquantennale contro Cuba, per continuare a far pressione sul regime castrista e obbligarlo a concedere maggiore democrazia. Quella con Cuba si preannuncia quindi una partira a scacchi.
Il presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, ha definito il presidente degli Stati Uniti Barack Obama "un grande oratore", ma ha allo stesso tempo espresso scetticismo su una svolta nella politica americana. Alarcon ha definito il discorso d'insediamento pronunciato da Obama "ben articolato. Bisogna leggerlo con interesse", ha detto, ma sulla risposta alle aspettative create dalle promesse di Obama, Alarcon ha commentato: "Questo è un grande punto interrogativo", ovvero attendiamo la prossima mossa.

Il giuramento di Obama in immagini
GUARDA LA GALLERY



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















