Usa/ Follini: sbagliato se la politica italiana si aggrappa ad Obama
Giovedì, 6 novembre 2008 - 20:08:00
"L'istinto di ciascuno di noi di aggrapparsi ad Obama per dei paragoni con la politica italiana lo sminuisce un pò, l'argomento più importante è invece il cambiamento nel rapporto tra l'America ed il resto del mondo". Lo ha sottolineato Marco Follini ai microfoni di 'Red', intervistato da Nicola Del Duce per 'Global Watch', l'appuntamento settimanale curato e condotto dallo stesso Del Duce.
"Viene un pò di malinconia -ha continuato Follini- nel vedere che nel discorso di Obama il primo nome citato è stato quello di McCain, e trovo che McCain stesso abbia avuto parole consapevoli e generose verso il suo contendente, rivelando un fondo umano che incuriosisce. Sono state parole che reggeranno a lungo nel dibattito pubblico, anche perchè ci portano a prestare attenzione al tentativo di Obama di interpretare un senso comune. Infatti anche se già da ieri si intravede un atteggiamento più presidenziale, con il suo interrompere una deriva dinastica che durava oramai da vent'anni, è riuscito a parlare ad una platea molto più vasta del suo avversario. Vince -ha concluso Follini- chi si avvicina di più ad un'idea di consenso generale, la capacità di parlare agli elettori che hanno un'idea diversa prevale sul gusto di parlare esclusivamente ai propri tifosi, non c'è dubbio che la prima ipotesi vince sulla seconda".
"Viene un pò di malinconia -ha continuato Follini- nel vedere che nel discorso di Obama il primo nome citato è stato quello di McCain, e trovo che McCain stesso abbia avuto parole consapevoli e generose verso il suo contendente, rivelando un fondo umano che incuriosisce. Sono state parole che reggeranno a lungo nel dibattito pubblico, anche perchè ci portano a prestare attenzione al tentativo di Obama di interpretare un senso comune. Infatti anche se già da ieri si intravede un atteggiamento più presidenziale, con il suo interrompere una deriva dinastica che durava oramai da vent'anni, è riuscito a parlare ad una platea molto più vasta del suo avversario. Vince -ha concluso Follini- chi si avvicina di più ad un'idea di consenso generale, la capacità di parlare agli elettori che hanno un'idea diversa prevale sul gusto di parlare esclusivamente ai propri tifosi, non c'è dubbio che la prima ipotesi vince sulla seconda".



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