Usa/ Faccia a faccia Palin-Biden... tra una gaffe e un'altra
"Sono per la vita e non mi scuso per la mia posizione" ha detto Palin. "Credo che anche nei casi più orribili le donne dovrebbero avere tutto il sostegno di cui hanno bisogno per scegliere la vita, magari grazie a maggiori opportunità di perseguire la via dell'adozione". La candidata ha comunque precisato che non sarebbe a favore del carcere per quelle donne che decidessero di abortire illegalmente.
Sempre sullo stesso tema, Palin si è detta contraria, a livello personale, anche alla pillola del giorno dopo che, come ha suggerito Couric, si è dimostrata in grado di ridurre considerevolmente il numero di aborti. "Sono favorevole a qualunque metodo di contraccezione preventivo, ma credo che la vita inizi al momento del concepimento. Personalmente, non userei la pillola del giorno dopo" è stata la risposta. Del resto, anche essere favorevoli alla diffusione della contraccezione è una posizione che non piace a molti ultreraligiosi repubblicani.
In un altro spezzone, Palin è stata interpellata sui giornali che legge. "Li leggo tutti, tutti quelli che mi sono capitati davanti agli occhi nel corso degli anni" ha detto, senza precisare ulteriomente. Incalzata da Couric più volte a citare un quotidiano in particolare, la candidata è apparsa in difficoltà e non ha saputo citare alcun titolo, limitandosi a ripetere di leggere quasi tutti i giornali e di apprezzare molto i media. Quindi si è messa sulla difensiva, spiegando che l'Alaska non ha una dimensione provinciale: "Non è un paese di fuori, come molti credono. Molti si chiedono come facciamo a non perdere il contatto con la capitale Washington. Credetemi, l'Alaska è un microcosmo dell'America".
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Ma le gaffe della vice di McCain non finiscono qui. Sembra proprio che le interviste non siano il suo debole. Durante l'ultima concessa all'emittente Cbs. La governatrice dell'Alaska non riuscirebbe a ricordare alcun caso di rilievo della Corte Suprema. Interpellata dalla giornalista Katie Couric, Palin cita solo la famosa sentenza Roe vs. Wade (quella che nel 1973 ha di fatto legalizzato l'aborto negli Stati Uniti), cadendo subito dopo in un imbarazzato silenzio, incapace di nominare nessun altra decisone storica.



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