Usa/ Diario Americano: prima tappa, lo sbarco

Lunedì, 3 novembre 2008 - 15:00:00


Presidenziali Usa: se fossi un cittadino americano, chi voteresti il 4 novembre?

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Così Michelle ruba la scena a Obama Di Benny Manocchia


Alessia Mosca diventa reporter d'eccezione dagli Stati Uniti per Affaritaliani.it.

CHI E'. Parlamentare del Pd, Alessia Mosca ha fatto parte, fino ad aprile 2008, della segreteria tecnica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta. Dal novembre 2007 e fino all’insediamento dell’attuale Governo ha fatto parte dell’Esecutivo nazionale del Partito Democratico, come responsabile Lavoro. Alle elezioni politiche di quest’anno è stata eletta e attualmente è membro della XVI Legislatura come deputato. Fa parte della Commissione Lavoro della Camera di cui è stata nominata segretario nel maggio 2008.

Diario Americano: il reportage

Il viaggio aereo Milano-Washington è dedicato quasi interamente alla lettura di riviste e quotidiani internazionali che in questi giorni riservano grande attenzione alla campagna elettorale americane. In aereo con me, uomini d'affari che cercano di tenere vivi gli scambi commerciali tra le due sponde dell'Atlantico pur in un periodo nero dell'economia, e qualche sparuto turista, a caccia di occasioni nonostante l'euro non sia più così forte come qualche mese fa.

Il diario americano si apre con alcune considerazioni che ora passeranno al vaglio dei fatti:
1) Sara Palin è ampiamente sottovalutata per il ruolo che sta avendo nella campagna di McCain. L'attenzione eccessiva al suo divismo e alla sue gaffe rischiano di non cogliere appieno la sua capacità di raccogliere voti in quel pezzo di America che da lei si sente rappresentato. Da questo punto di vista, il fenomeno Palin, con le dovute distinzioni, potrebbe in qualche modo ricalcare il fenomeno Berlusconi del '94.

2) I sondaggi e la loro affidabilità sono il fulcro del dibattito di queste ore. Si rincorrono congetture, paragoni con il passato e scaramanzie. L'unica cosa certa - ed è ciò che rincuora i sostenitori di Obama - è che non è mai accaduto nella storia delle elezioni americane, almeno da quando la tecnica dei sondaggi si è raffinata, che un candidato dato per vincitore con una media di cinque punti di vantaggio sul proprio avversario a una settimana dal voto abbia poi ribaltato il risultato effettivo. Se i supporter di Obama conoscessero  la storia politica italiana forse non sarebbero così rincuorati!

3) L'impatto delle Presidenziali americane sarà forte anche nel resto del mondo, specie in Europa. In Italia più che altrove  si discute dell'eventuale effetto Obama sugli equilibri politici interni. In altri paesi, invece, il dibattito è concentrato soprattutto sulle possibili conseguenze che la vittoria dell'uno o dell'altro produrrebbero sull'economia internazionale. Non so se questo atteggiamento italiano deriva dall'anomalia della politica italiana, in cui le amicizie personali del premier sostituiscono spesso la gestione diplomatica degli affari internazionali, oppure se si tratta di lungimiranza nell'intravedere una nuova fase di allineamento tra Europa e America nell'una o nell'altra proposta politica.

Sto dedicando l'ultima parte del viaggio a una lunga e interessantissima conversazione con la mia vicina. Una giovane donna del viso dolce e allegro, militare americana di rientro dalla Croazia e pronta, tra una settimana, a imbarcarsi per il Kuwait. Figlia e sorella di militari, rappresenta un pezzo di quella società americana che all'inizio ha vissuto la guerra in Iraq con entusiastico appoggio e che in seguito ha vissuto sulla propria pelle le atrocità e i sacrifici di vite umane che essa ha comportato. E che, pertanto, oggi è stanca.

Dice che non andrà a votare, perché pensa che non ci saranno molte differenze, almeno per quanto concerne la politica estera e l'impegno militare nelle zone di crisi. Crede che a vincere sarà Obama, perché prevarrà il sentimento di rifiuto alla guerra e McCain rappresenta in questo senso, al di là delle posizioni assunte da entrambi, maggiore continuità rispetto all'amministrazione Bush.

Quest'ultima osservazione mi riporta alla mia considerazione iniziale: la Palin,  sebbene bocciata da una parte di elettorato più sofisticato e colto, è un asso nella manica per McCain, per quella parte di America che vede in una donna, in una mamma, la persona adatta a difendere i valori più tradizionali e più radicati della società a stelle e strisce.

Inizia l'atterraggio. Presto arriveranno le prime risposte alle mie congetture.


Bill Clinton e Obama per la prima volta insieme sul palco
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John McCain
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