Bassissima l'affluenza alle urne
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Seggi aperti in tutta Italia per i referendum sulla legge elettorale e i ballotaggi delle elezioni amministrative. Domenica le urne restano aperte fino alle 22; lunedì dalle 7 alle 15. In tutto, i ballottaggi tra i due candidati più votati al primo turno riguardano il rinnovo di 22 amministrazioni provinciali e 99 comunali, 16 delle quali di capoluoghi, con oltre 13 milioni e mezzo di elettori chiamati al voto.
AFFLUENZA REFERENDUM - Alle 19 di domenica i dati sull'affluenza segnalavano uno scarso afflusso alle urne. Per quanto riguarda i referendum aveva votato per il primo quesiti l'11,31% degli aventi diritto, per il secondo l'11,29% e l'11,53% perr il terzo. Occorre ricordare che i referendum sono validi solo se hanno votato il 50%+1 degli aventi diritto.
AFFLUENZA BALLOTTAGGI - Per quanto riguarda i ballottaggi alle 19 per le Provinciali aveva votato il 21,80% degli aventi diritto contro il 32,96% del primo turno. Mentre per le Comunali alle urne il 36,61% contro il 39,76% del primo turno. Le sfide chiave sono quelle per le Province di Milano e Torino, e per i Comuni di Bologna, Firenze, Padova e Bari.
ACCUSE DI GUZZETTA- "Le intimidazioni del ministro dell'Interno Maroni hanno funzionato: in molti seggi non volevano nemmeno dare le schede per far votare per i referendum", accusa il presidente del Comitato promotore per i referendum, Giovanni Guzzetta. "In un seggio di Milano una signora si è sentita dire che siccome non doveva votare per i ballottaggi non avrebbe potuto esprimere il suo voto neanche per il referendum. E non volevano darle la scheda. Solo dopo varie insistenze e l'intervento di altre persone si è riusciti a convincere il presidente del seggio a consegnarle le schede per farla votare. A Venezia sono stati gli elettori a dover chiedere le schede perché i presidenti dei seggi non le stavano distribuendo. Di questi casi abbiamo i nomi degli interessati e identificazione dei seggi. Quando sarà il momento chiederemo spiegazioni nelle sedi opportune", avverte Guzzetta. "In un altro seggio di Milano hanno cercato per ben quattro volte di verbalizzare che ci si voleva astenere dal referendum quando invece non era vero e gli elettori hanno dovuto insistere far valere le proprie ragioni. Il ministro dell'Interno è riuscito nel suo intento: terrorizzare i presidenti di seggio, che in molti casi stanno venendo meno al proprio dovere".



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