Ungheria, stretta sulla libertà su stampa. Gli Usa: “Preoccupati per la democrazia”

Il premier ungherese Viktor Orban reagisce con orgoglio alle critiche internazionali sulla politica del suo governo, affermando che "nessuno" può intervenire nel processo legislativo in Ungheria, mentre il Parlmento si appresta varare oggi uan serie di contestatissime leggi. "Nesssno al mondo può intervenire nel processo legislativo ungherese, nessuno può dire ai deputati eletti dal popolo ungherese quali leggi possono o non possono votare" ha detto Orban alla radio nazionale.
Il premier replica così alle critiche interne e internazionali alle leggi che il parlamento, dove il suo partito Fidezs gode di una maggioranza schiacciante dei due terzi, si appresta a varare oggi: oltre a quella sulla banca centrale, il testo sulle religioni, quello sui "crimini comunisti" e quello sul funzionamento del parlamento. "Abbiamo definito i nostri obiettivi, li raggiungeremo. Se qualcuno ha dei buoni consigli da darci, lo ringraziamo, ma se intende farci deviare dalla nostra traiettoria, lo respingiamo educatamente" ha detto Orban.
Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, si è detta preoccupata per "la situazione della democrazia" in Ungheria e la Commissione europea ha inviato a Budapest una messa in mora perchè rinunci al progetto di riforma della banca centrale, che per la Bce ne colpisce l'indipendenza. Il Fondo monetario internazionale e l'Unione europea hanno praticamente posto come condizione per la ripresa dei negoziati su un prestito tra i 15 e il 20 miliardi di euro a Budapest la rinuncia al testo di legge.Orban ha minimizzato l'importanza del sostegno finanziario di Fmi e Ue spiegando che "se il Fmi ci dà una rete di sicurezza, potremo affrontare il futuro con più fiducia, altimenti resteremo in piedi da soli senza problemi". Un ottimismo non condiviso dai mercati finanziari che hanno venduto pesantemente il fiorino e ieri hanno mandato deserta un'asta di titoli di stato a tre anni, spingendo vicino al 10% i rendimenti delle obbligazioni a cinque e dieci anni. Due agenzie di rating, Moody's e S&p, hanno tagliato nei giorni scorsi a livello "speculativo" il rating sul debito ungherese. Stamani il fiorino è oltre quota 310 per euro, a 310,57.


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