Mameli-dialetti, Carroccio all'attacco
Poco prima, presentando il trailer del film Barbarossa, che verrà proiettato in anteprima il 2 ottobre prossimo nel Castello Sforzesco a Milano, il leader del Carroccio aveva anche affermato: "Il nuovo potere e il Barbarossa oggi abitano nella capitale, con questo film vogliamo lanciare un messaggio a Roma ladrona: non esagerare". Bossi non ha saputo trattenere le lacrime per le scene delle battaglie e ha invitato a partecipare alla prima del film: "Vi regaleranno un libro che metterete nel posto più bello della vostra casa e quella serata non la dimenticherete. Ci saranno ambasciatori, consoli e tanti personaggi che di solito vedete solo sui giornali. Resterete a bocca aperta". "Vedrete - ha proseguito dopo un lungo racconto storico sulla Lega Lombarda - la storia del grande popolo padano che è sempre stato schiacciato dal dominio del centralismo romano".
Sempre a Ponte di Legno è quindi arrivato un altro ministro della Repubblica, Roberto Calderoli, il quale ha annunciato: "L'anno scorso a Ferragosto ho portato la bozza del federalismo fiscale che, in meno di un anno, è diventata legge. Oggi Bossi ha in mano la bozza di legge sui dialetti e vi garantisco che non durerà tanto di più per diventare legge". "Nel 2006 - ha aggiunto il ministro della Semplificazione - avevamo presentato una proposta di legge costituzionale perché ci fosse la tutela delle lingue locali e dei dialetti e anche della lingua italiana. Oggi, infatti, la lingua italiana è il dialetto romanesco che ci passa la Rai". Calderoli è quindi tornato sulla polemica delle scorse settimane sull'esame di dialetto per gli insegnanti: "Noi vogliamo un esame per far sì che chi prende 110 e lode a Reggio Calabria venga riqualificato rispetto all'80 che avrebbe preso a Milano".
IL PDL PRENDE LE DISTANZE - Il commento più incisivo da parte del Pdl è quello del ministro della Cultura Sandro Bondi, coordinatore del partito di Berlusconi: "Le ripetute dichiarazioni propagandistiche, ad uso dei militanti della Lega ma non solo, indeboliscono e offuscano un serio programma di cambiamento economico, sociale e istituzionale che tutte le forze politiche dell'attuale maggioranza sono impegnate a sostenere".
"Derubricare le dichiarazioni di Umberto Bossi a chiacchiere estive - ha scritto Bondi in una nota - amplificate da mezzi di informazione avidi di notizie clamorose, non sarebbe rispettoso dell'intelligenza politica e dell'umanità personale del leader della Lega". "Mi chiedo piuttosto e desidererei chiedere agli amici della Lega - ha aggiunto il coordinatore Pdl - che rapporto vi sia tra i programmi di modernizzazione del Paese, che la Lega giustamente pone al centro della propria azione politica, e che costituiscono il nucleo fondamentale del programma di governo, e le ripetute dichiarazioni propagandistiche, ad uso dei militanti della Lega ma non solo, che indeboliscono e offuscano un serio programma di cambiamento economico, sociale e istituzionale che tutte le forze politiche dell'attuale maggioranza sono impegnate a sostenere".
Il presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino, è entrato nel merito della parole di Calderoli: "Il disegno di legge sui dialetti di cui parla è ben diverso da quello sul federalismo, non facendo parte del programma di governo. Non c'è pertanto nessun vincolo di maggioranza e non ci sarà lanostra disponibilità a votarlo". Non s'è fatta attendere neanche la replica del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: "L'Inno di Mameli non si tocca e nessuno lo cambierà e comunque non sopravvaluto le attività di tradizionale propaganda estiva di Bossi e della Lega".
Così come non ha tardato il commento alle affermazioni di Bossi e Calderoli, di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: "E' auspicabile che si torni presto a parlare di cose serie, limitando lo spazio ora occupato copiosamente da questioni non rilevanti". "Anch'io vorrei ribadire - ha aggiunto - che, per i nostri giovani e per le loro prospettive di lavoro, le ore di inglese sono e saranno molto più utili di qualche improbabile ora di bergamasco o viterbese o avellinese. Sarebbe il caso che tutti, inclusi gli amici della Lega, lo tenessimo ben presente".



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