Ue/ Sarkozy boccia Blair. "L'euro è un problema"

Venerdì, 16 ottobre 2009 - 15:36:00


Tony Blair
Tony Blair
Nicolas Sarkozy, ha ammesso che il rifiuto della Gran Bretagna di entrare nell'euro puo' rappresentare "un problema" per la candidatura di Tony Blair a primo presidente dell'Ue. Il presidente francese, che nel 2007 fu tra i primi a fare il nome dell'ex premier britannico per la nuova poltrona prevista dal Trattato di Lisbona, ha dichiarato che "è troppo presto per dire" se sia lui l'uomo giusto.

"Ci sarà un dibattito", ha spiegato il titolare dell'Eliseo, "in campo ci sono due idee: il presidente dell'Ue deve essere forte e carismatico o bravo a trovare il consenso e a organizzare il lavoro?". Sarkozy ha spiegato di credere "in un'Europa forte politicamente e guidata da una figura forte", anche se ha ammesso che "il fatto che la Gran Bretagna non sia nell'euro resta un problema". La candidatura di Blair, mai formalizzata, ha il sostegno tra gli altri dell'Italia, ma è vista con diffidenza da molti Stati membri, tra cui alcuni fondatori come Belgio, Lussemburgo e Olanda, che non lo considerano abbastanza europeista. Si oppone anche il neo-governo Merkel. Non piace l’idea di un primo Presidente europeo cittadino di un Paese estraneo all’Unione dal punto di vista monetario, fuori dall’area Schengen e non di certo europeista.

Ma Blair può godere dell'appoggio inglese. Una posizione questa che ha una doppia valenza:  da una prospettiva europeista, la scelta di Blair sembra essere un utile strumento per controbilanciare e temperare il prevedibile euroscetticismo del futuro governo conservatore di David Cameron (stando ai sondaggi); da una prospettiva conservatrice, appare una strategia finalizzata a mantenere, per mezzo di Blair, un ruolo chiave e di prestigio in un’Europa sempre più germanocentrica.

Il nodo sulla prima e più importante presidenza europea (due anni e mezzo senza rotazioni semestrali) non si è ancora risolto del tutto. Anche i bookmakers inglesi sembrano molto equilibrati: Bertie Athern parte favorito con una quota di 5/2, Junker viene quotato al secondo posto a 3/1 e Tony Blair rimane al terzo posto con una quota pari a 7/2.

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