Ue/ D'Alema mollato? "Schulz mente"
"Il governo italiano non ha mai ufficialmente proposto il nome di D'Alema" per la carica Ue. "Questo e' un fatto". Parla, intervistato da Repubblica, Martin Schulz, per ricostruire la vicenda che ha visto la bocciatura di Massimo D'Alema per il ruolo di Mr. Pesc. E replicando a Frattini che ha accusato invece i socialisti di averlo mollato, afferma: "E' ridicolo. Se lo volevano davvero sostenere perché non lo hanno fatto?". Schulz si dice convinto che se il presidente del Consiglio Berlusconi avesse ufficialmente proposto il nome di D'Alema le cose sarebbero andate diversamente. "Penso - dice - proprio di sì. In fondo la scelta delle nomine spetta ai governi. E D'Alema non aveva un governo che lo sostenessse. Al contrario. Mi risulta che Berlusconi abbia contattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura di Massimo dicendo: non mettetemi in condizione di dire di sì a D'Alema. Mi risulta - aggiunge Schulz - che si sia espresso così anche alla cena a Berlino, in occasione dell'anniversario della caduta del muro". 
Catherine Ashton
Ma arriva subito la smentita. Martin Schulz è il "vero responsabile del clamoroso fallimento" della nomina di Massimo D'Alema ad Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, afferma Franco Frattini che definisce "bugie" le accuse del presidente dell'eurogruppo socialista secondo cui il governo italiano non avrebbe realmente sostenuto la candidatura di D'Alema e addirittura Silvio Berlusconi avrebbe telefonato ad alcuni capi di governo conservatori per boicottarla. "Spendo solo due parole per rispondere a Schulz", ha detto il ministro degli Esteri: "Sono bugie e tutta l'Europa lo sa".
"E' davvero fuori dal mondo che l'onorevole Schulz tenti di addossare al Governo italiano la responsabilita' della mancata nomina del Presidente D'Alema ad Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea quando invece tutti, compreso Schulz, sanno bene che la scelta e' stata determinata dal Partito socialista europeo. Ma, ormai, alle bugie di Schulz credono soltanto lui e la Repubblica", tagli corto Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
"Il capogruppo del Pse, Schulz, non ha ritegno. Le faide interne al suo partito e lui stesso sono state le cause uniche della bocciatura di D'Alema a ministro degli Esteri dell'Europa. Si vergogni di quello che dice e la smetta di nascondere il dramma che sta vivendo la sinistra europea accusando chi in questa vicenda ha agito con lealta'". Interviene, nella polemica a distanza tra il capogruppo socialista Schulz e il governo italiano per la mancata nomina di Massimo D'Alema a Mr. Pesc, anche Maurizio Gasparri.
L'EUROPARLAMENTO ASPETTA AL VARCO LA ASHTON. Il Parlamento europeo attende al varco Catherine Ashton, la baronessa britannica divenuta nuovo ministro degli Esteri Ue, per valutare se abbia l'esperienza e i requisiti necessari per ricoprire l'incarico. A rilanciare le inquietudini del Parlamento di Strasburgo è il quotidiano Sueddeutsche Zeitung che ha ascoltato i massimi esponenti dei gruppi parlamentari rappresentati: prima di iniziare a guidare la diplomazia europea, Catherine Ashton dovrà presentarsi dinanzi al Parlamento (dove sara' valutata nella veste di vicepresidente della Commissione Europea che ricopre automaticamente in qualita' di "Signora Pesc") e dovra' dimostrare di avere le necessarie competenze. "Esamineremo la Ashton puntigliosamente e senza riserve", annuncia Werner Langen, presidente del Ppe, il quale aggiunge che la nuova responsabile della politica estera europea deve dimostrare di "essere in grado di mettere in piedi un servizio diplomatico con parecchie migliaia di funzionari".Anche Martin Schulz, presidente del gruppo socialista, dichiara che la signora Ashton "deve sottoporsi all'esame ed al voto" del Parlamento europeo, mentre ancora piu' dura e' la posizione del liberale Alexander Lambsdorff, secondo il quale "se viene accertato che la signora Ashton e' inadatta a ricoprire la carica di vice presidente dell'Ue, non puo' ricoprire la carica di ministro degli esteri".
Un alto diplomatico europeo ha spiegato al giornale di Monaco di Baviera che fino a quando il Parlamento europeo non avra' dato la sua approvazione, la baronessa inglese "non potra' esercitare appieno" le sue funzioni, poich "non tutti i dettagli di ordine giuridico sono stati ancora chiariti". La Sueddeutsche sottolinea inoltre che mentre il Consiglio europeo insiste sulla presa di funzioni della signora Ashton a partire dal 1 dicembre, giorno di entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la verifica delle sue capacita' da parte del Parlamento europeo sara' possibile non prima della fine di gennaio. In un comment, la SZ aggiunge che con la nomina della signora Ashton "l'Ue si sta avviando verso un'altra figuraccia", poich "nessuno sa ancora a partire da quando la baronessa puo' effettivamente sentirsi ministro degli Esteri".



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