Ue/ Brown ora rilancia Blair. D'Alema in pole
![]() David Miliband |
Il premier britannico, Gordon Brown, ha affermato che Tony Blair è l'unico candidato del suo Paese a una delle due nuove poltrone europee previste dal Trattato di Lisbona, e ha negato che il nome del suo ministro degli Esteri David Miliband sia mai stato avanzato per la carica di alto rappresentante della politica estera. La precisazione del titolare di Downing Street conferma le indiscrezioni su una rinuncia di Miliband alla corsa per Mister Pesc, incarico per il quale è ora tra i favoriti Massimo D'Alema. "La Gran Bretagna ha un solo candidato per le due posizioni in discussione al momento", ha affermato Brown, "quel candidato e' Tony Blair e la sua candidatura e' a presidente del Consiglio europeo. Queste questioni saranno risolto nel giro di pochi giorni".
Intanto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha affermato che è probabile che sia convocato per la settimana prossima il vertice dell'Ue che dovra' decidere sulle nomine del presidente del Consiglio europeo e dell'alto rappresentante per la politica estera. "Al momento non ci sono favoriti e la Francia non ha un suo favorito", ha affermato Kouchner. Secondo il titolare del Quai d'Orsay per la poltrona di presidente e' in corsa il premier belga Herman Van Rompuy ma anche Tony Blair e il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. Per il titolare del Quai d'Orsay serve un politico di alto profilo: "E' arrivato il momento di avere qualcuno che possa far sentire il peso non solo alle riunioni, ma anche nel dibattito europeo che le precede", ha spiegato alla radio France Inter.
Nessun accenno invece ai possibili candidati per la carica di "Mister Pesc", per la quale sono circolati i nomi di David Miliband e Massimo D'Alema. Lunedì a Berlino il premier svedese Fredrik Reinfeldt, presidente di turno dell'Ue, ha spiegato di essere a metà delle sue consultazioni e ha anticipato che convochera' il summit quando si profilera' un accordo.
| SONDAGGIO/ Chi preferisci come ministro degli Esteri Ue? Miliband sì o Miliband no. E ancora, Blair unico candidato britannico. D'Alema Mr Pesc ma spunta anche Frattini. Sta diventando più complessa del previsto la nomina del presidente Ue e quella del ministro degli Esteri. Popolari e socialisti europei si spartiscono le poltrone e il manuale Cencelli sbarca a Bruxelles. Eppure tutti leader sono d'accordo sulla necessità che chiunque sia il prescelto deve essere una persona all'altezza del ruolo. Miliband da questo punto di vista ha tutte le carte in regola, non a caso è tra i più accreditati per la successione di Brown alla guida del Labour, se non fosse per un piccolo particolare. E' britannico e quindi cittadino di un Paese estraneo all’Unione dal punto di vista monetario, fuori dall’area Schengen e non di certo europeista. E allora a questo punto, perché non sostenere D'Alema? Ci sarà qualche motivo se persino l'atlantista Merkel lo appoggia... |
Il presidente del Consiglio non sta certamente facendo il doppio gioco. Da tempo ha 'sponsorizzato' Tony Blair e da tempo ormai si spende per Massimo D'Alema. Ma e' chiaro che sta aspettando l'evolversi della situazione, consapevole che la scelta dipende da innumerevoli variabili. Il premier ai cronisti ha annunciato che appoggera' il nome di D'Alema qualora lo scenario dovesse restare immutato e il Partito socialista europeo dovesse confermare il sostegno all'ex ministro degli Esteri italiano. "Spero che le quotazioni siano alte, non so che dire", ha spiegato il Cavaliere. D'Alema aspetta la fine della partita e con i suoi predica prudenza, consapevole che l'Inghilterra non intende minimamente arretrare.
Berlusconi si e' augurato che vengano scelte "persone di esperienza" e che siano "conosciute" a livello europeo. Quasi volesse sbarrare la strada al concorrente di D'Alema, il commissario economico Ue, Catherine Ashton. La partita comunque e' ancora da giocare. Il presidente del Consiglio in ogni caso potrebbe uscire 'vincitore'. Nessun doppio gioco, ma semplicemente si cerca di guardare a come muoversi sulla scia delle decisioni che verranno prese dalle grandi famiglie europee. Nel caso che la spuntasse D'Alema e' chiaro che il Cavaliere potrebbe sottolineare il suo impegno attivo a favore dell'esponente del Pd. Nell'eventualita' che Blair dovesse tornare in auge, invece, il Ppe potrebbe un minuto dopo proporre il nome di Franco Frattini a 'Mr Pesc'. E l'Italia che nei mesi scorsi ha 'perso' la partita della presidenza del Parlamento europeo ai danni della Polonia, avrebbe tutte le carte in tavola per spuntarla.



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