Ue/ Barroso scalda i motori. L'Italia si allontana dalla Presidenza
Ma la sua elezione non sembra csosì scontata. I Popolari, attestati come il partito più consistente con 265 seggi (ne aveva 286), hanno già annunciato la loro scelta: “Abbiamo un chiaro mandato dagli elettori. Confermeremo José Manuel Durao Barroso come presidente della Commissione Ue e siamo sicuri che il Parlamento lo sosterrà “, ha affermato il capogruppo del Ppe Joseph Daul.
Anche il presidente del Ppe Wilfred Martens ha sottolineato che Barroso è il candidato dei Popolari, segnalando che è sostenuto “anche dai socialisti”. In particolare dai governi di Spagna, Portogallo e Gran Bretagna. Martens ha quindi auspicato che il 14-15 luglio, quando si terrà la sessione inaugurale del nuovo parlamento, “si voterà il nuovo presidente della Commissione Ue”.
Ma i giochi non sono in realtà già completamente chiusi. Se il trattato di Lisbona entra in vigore il 1 novembre, per la sua investitura Barroso deve ricevere la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento. Quindi una nomina realizzata in qesti mesi estivi dovrebbe ripassare all’esame del Parlamento in autunno. Alla sua carica mancheranno quindi 102 voti e oltre al sostegno dei Liberali (81 seggi), Barroso avrebbe bisogno dell’appoggio di un terzo partito. Difficile trovarlo a sinistra e tra i Verdi, dove il “no” a Barroso si è radicalizzato.
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