Udc, due forni e Terzo Polo. 'Il Pd va bene se straccia Vasto'
Di Tommaso Cinquemani

Il Terzo Polo naviga a gonfie vele in questi 'mesi tecnici'. Tutti i sondaggi lo danno in crescita e nell'Udc si sfregano le mani. Sì, perché, a dirla tutta, il nerbo del Terzo Polo è il partito di Casini, mentre Fli e Alleanza per l'Italia sono di contorno. "Finché c'è il governo Monti si va avanti così e si cresce". Spiega ad Affaritaliani.it un deputato dell'Udc che vuole rimanere anonimo. "Tutti i sondaggi ci premiano in maniera esponenziale, siamo in un ventre di vacca". Il che, fuor di metafora, vuol dire che tra i centristi l'adrenalina sta a mille e l'ottimismo anche di più.
Quindi, ad oggi, si può dire che Casini fece la scelta giusta alle ultime elezioni nel rifiutare ogni accordo con Berlusconi. "Rappresentiamo l'alternativa a destra e a sinistra. Siamo il pilastro più solido ed evidente di sostegno a questo governo. Non solo siamo percepiti come una forza di opposizione rispettabile, ma anche come partito di governo, anche se non abbiamo ministri", predica ancora lo stesso onorevole. Che poi, tradotto, vuol dire che riuscire ad essere opposizione e insieme maggioranza è davvero una pacchia. Detto questo, è ovvio che l'unica strategia possibile, nel breve periodo, è continuare ad appoggiare Monti senza se e senza ma, lasciando Pdl e Pd ad azzuffarsi sui provvedimenti per la crescita (vedi liberalizzazioni e articolo 18). Così, mentre Alfano e Bersani perdono pezzi nella base che non ama i provvedimenti di Monti, il partito di Casini ingrassa.
Ma prima o poi il governo tecnico arriverà a fine corsa. Che sia per naturale decorrenza dei tempi o per una crisi di governo gli italiani saranno chiamati alle urne. E allora l'Udc che cosa farà? Difficile dirlo, le incognite sono ancora molte. Prima fra tutte l'attuale legge elettorale. Dopo la bocciatura dei quesiti referendari da parte della Corte Costituzionale nessuno sa con quali regole si andrà alle urne. E quindi, la posizione che viene "propagandata" è sempre la stessa: correre da soli quindi, per poi allearsi, ma anche in questo scenario la decisione non è semplice.
Ci sono due nodi da sciogliere. Il primo è vedere Bersani che cosa combinerà. "Il Pd va bene, ma non se persevera con Vasto", spiega il deputato Udc. A destra invece c'è l'incognita Berlusconi. Allearsi con lui sarebbe impensabile dopo le accuse reciproche che si sono lanciati con Casini durante gli ultimi tre anni. Ma se fosse Alfano a farsi avanti si potrebbe fare. E se Bersani continua con Vasto e Berlusconi non fa un passo indietro? I giochi sono aperti. Ma pare proprio che il Terzo Polo abbia un grande nemico al suo interno: la politica dei Due Forni.


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