L'Udc ha scelto il Centrodestra. Obiettivo "far fuori" la Lega
Domenica, 7 dicembre 2008 - 11:00:00
L'Unione di Centro in queste settimane sta cercando e cercherà sempre più di differenziarsi in Parlamento rispetto all'opposizione del Pd, lasciando aperta la porta al dialogo con il governo soprattutto sui temi economici e sui provvedimenti anti-crisi. Una strategia utile anche al Pdl, che in questo modo può tentare di spingere Veltroni sempre più nelle braccia di Di Pietro. Non a caso il premier ha chiesto alla minoranza di collaborare subito dopo l'approvazione del decreto legge, sapendo perfettamente che la risposta del Partito Democratico sarebbe stata 'troppo tardi'. In questo contesto Casini pare proprio che si sia reso conto che non esiste in Italia lo spazio per un polo di centro. Potrà ottenere un discreto risultato alle Europee, grazie a una legge super-proporzionale, ma ormai il Paese e gli elettori hanno accettato e interiorizzato il sistema bipolare. E con il premio di maggioranza i parlamentari centristi sono pressoché inutili, da qui le uscite prima di Mario Baccini e poi dello stesso Pionati.
A preoccupare l'ex presidente della Camera è anche la volontà del Cavaliere e di una parte del Pdl di emarginare l'Udc nelle giunte locali. Si tratta di assessorati e poltrone che contano, di potere che è difficile accettare di perdere. Ed ecco il piano di Casini e del segretario Cesa. Cercare alle elezioni europee almeno di bissare il dato delle Politiche di aprile (5,6%) per avere una certa forza contrattuale, considerando anche la probabile flessione del Popolo della Libertà a vantaggio della Lega Nord. L'Udc, poi, si avvicinerà sempre più al Centrodestra, utilizzando una seria di canali privilegiati. Il primo è quello di Gianfranco Fini, ultimamente poco in sintonia con il presidente del Consiglio. E poi il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni e soprattutto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Una parte di Forza Italia, da Tremonti a Romani (solo per fare qualche esempio) non vuole affatto riabbracciare i vecchi alleati, ma Berlusconi deve anche tenere in considerazione la fetta democristiana degli azzurri e di Alleanza Nazionale.
Il sogno di Casini è quello di isolare sempre più la Lega Nord e Umberto Bossi, da qui l'affondo contro il federalismo fiscale, e tentare di spingere il Pdl verso la graduale rottura con il Carroccio. Il piano è molto complesso, anche perché in questa legislatura i numeri del Senatùr sono necessari per la sopravvivenza dell'esecutivo, sia alla Camera sia al Senato. Ma, in prospettiva, un'Unione di Centro che vale il 6% circa alle Europee, d'accordo con Fini e Letta, sancirebbe il suo ingresso graduale nel Popolo della Libertà. In sostanza per rifare una sorta di vecchia Democrazia Cristiana, in vista anche di un possibile step down del Cavaliere, che raggiunta una certa età ambirebbe a concludere la sua carriera politica al Quirinale. In definitiva, l'obiettivo sarebbe quello di arrivare alle prossime elezioni politiche del 2013 con un Popolo della Libertà allargato all'Udc, che miri a raggiungere il 45% e quindi a governare da solo, e non più alleato della Lega Nord. La battaglia è appena iniziata. Ma certamente Casini può contare su diversi alleati all'interno di Forza Italia e alla fine Berlusconi potrebbe decidere che è più comoda la poltrona del Colle delle cene ad Arcore del lunedì sera con Bossi, Calderoli, Maroni e Giorgetti.



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