L'Udc ha scelto il Centrodestra. Obiettivo "far fuori" la Lega

Domenica, 7 dicembre 2008 - 11:00:00


FORUM 1/ Casini e l'Udc devono restare soli, allearsi con Veltroni o tornare con Berlusconi?

FORUM 2/ Nel Partito Democratico esiste una "questione morale"?

URNE ONLINE/ Elezioni europee: vota il tuo partito e segui l'andamento dei risultati

Gli elettori di Casini vogliono Berlusconi. In pochissimi scelgono l'intesa con il Pd

Braccio di ferro nella maggioranza. La Lega: giù le mani dalle Province

Il Partito dei Pensionati non si scioglie nel Pdl e sarà presente alle Europee e alle Amministrative

Baccini ad Affaritaliani.it: al centro con i cattolici per colmare il vuoto lasciato dal braccio di ferro tra PDL e PD

Abelli (Fi): Fini nel Pdl? Esponente autorevole. Il fenomeno Berlusconi è irripetibile

Il piano della Lega Nord per sbarcare al Centro-Sud

La Carfagna si consola... con le ragazze nude

LEGGI TUTTE LE NEWS DI POLITICA

LA HOME PAGE DI AFFARITALIANI.IT

Ufficialmente la linea è quella dell'equidistanza dai due principali partiti. Ma l'uscita di Francesco Pionati dall'Udc verso il Popolo della Libertà non ha lasciato indifferenti i vertici di Via Due Macelli. I sondaggi parlano chiaro: gli elettori centristi preferiscono un ritorno con Silvio Berlusconi piuttosto che un improbabile matrimonio con i Democratici di Walter Veltroni. E così - secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di anticipare - la strategia di Pierferdinando Casini e Lorenzo Cesa sarebbe quella di attendere le elezioni europee, dove l'alleanza con l'Udeur è sempre più probabile, per poi prendere una decisione definitiva. Che non è quella sperata da Enrico Letta e Massimo D'Alema, pronti a stringere un'intesa con gli ex democristiani.

L'Unione di Centro in queste settimane sta cercando e cercherà sempre più di differenziarsi in Parlamento rispetto all'opposizione del Pd, lasciando aperta la porta al dialogo con il governo soprattutto sui temi economici e sui provvedimenti anti-crisi. Una strategia utile anche al Pdl, che in questo modo può tentare di spingere Veltroni sempre più nelle braccia di Di Pietro. Non a caso il premier ha chiesto alla minoranza di collaborare subito dopo l'approvazione del decreto legge, sapendo perfettamente che la risposta del Partito Democratico sarebbe stata 'troppo tardi'. In questo contesto Casini pare proprio che si sia reso conto che non esiste in Italia lo spazio per un polo di centro. Potrà ottenere un discreto risultato alle Europee, grazie a una legge super-proporzionale, ma ormai il Paese e gli elettori hanno accettato e interiorizzato il sistema bipolare. E con il premio di maggioranza i parlamentari centristi sono pressoché inutili, da qui le uscite prima di Mario Baccini e poi dello stesso Pionati.

A preoccupare l'ex presidente della Camera è anche la volontà del Cavaliere e di una parte del Pdl di emarginare l'Udc nelle giunte locali. Si tratta di assessorati e poltrone che contano, di potere che è difficile accettare di perdere. Ed ecco il piano di Casini e del segretario Cesa. Cercare alle elezioni europee almeno di bissare il dato delle Politiche di aprile (5,6%) per avere una certa forza contrattuale, considerando anche la probabile flessione del Popolo della Libertà a vantaggio della Lega Nord. L'Udc, poi, si avvicinerà sempre più al Centrodestra, utilizzando una seria di canali privilegiati. Il primo è quello di Gianfranco Fini, ultimamente poco in sintonia con il presidente del Consiglio. E poi il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni e soprattutto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Una parte di Forza Italia, da Tremonti a Romani (solo per fare qualche esempio) non vuole affatto riabbracciare i vecchi alleati, ma Berlusconi deve anche tenere in considerazione la fetta democristiana degli azzurri e di Alleanza Nazionale.

Il sogno di Casini è quello di isolare sempre più la Lega Nord e Umberto Bossi, da qui l'affondo contro il federalismo fiscale, e tentare di spingere il Pdl verso la graduale rottura con il Carroccio. Il piano è molto complesso, anche perché in questa legislatura i numeri del Senatùr sono necessari per la sopravvivenza dell'esecutivo, sia alla Camera sia al Senato. Ma, in prospettiva, un'Unione di Centro che vale il 6% circa alle Europee, d'accordo con Fini e Letta, sancirebbe il suo ingresso graduale nel Popolo della Libertà. In sostanza per rifare una sorta di vecchia Democrazia Cristiana, in vista anche di un possibile step down del Cavaliere, che raggiunta una certa età ambirebbe a concludere la sua carriera politica al Quirinale. In definitiva, l'obiettivo sarebbe quello di arrivare alle prossime elezioni politiche del 2013 con un Popolo della Libertà allargato all'Udc, che miri a raggiungere il 45% e quindi a governare da solo, e non più alleato della Lega Nord. La battaglia è appena iniziata. Ma certamente Casini può contare su diversi alleati all'interno di Forza Italia e alla fine Berlusconi potrebbe decidere che è più comoda la poltrona del Colle delle cene ad Arcore del lunedì sera con Bossi, Calderoli, Maroni e Giorgetti.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Sisma/ Da stasera attiv numero 45500 per donazioni
undefinedundefined
Terremoto/ Gabrielli, 15 morti accertati
Sisma Emilia/ Gabrielli: 15 morti accertati
Vatileaks/ P.Lombardi: prova impegnativa per Papa e Curia
Terremoti/ P. civile Emilia.: 100 feriti, oltre 13mila sfollati
Sisma Emilia/ Monti: domani Cdm prendera' provvedimenti
Terremoto/ Protezione civile, almeno 13 vittime e 6000 sfollati
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso