La Tymoshenko resta in carcere
E' stata respinta l'istanza di scarcerazione per Yulia Tymoshenko, presentata da uno dei suoi difensori, Yuriy Sukhov: il presidente del Tribunale Distrettuale di Pechersky, a Kiev, davanti al quale pende il processo per abuso di potere e malversazione a carico dell'ex premier dell'Ucraina, ha infatti confermato la custodia cautelare. Lo stesso magistrato, Rodion Kireyev, venerdi' scorso aveva accolto la richiesta della pubblica accusa, convertendo in un vero e proprio ordine di arresto per oltraggio alla corte il divieto di allontanamento gia' imposto a Tymoshenko. La 51enne 'Principessa del Gas', in carica nel 2005 e poi ancora dal 2007 al 2010, si era rifiutata di collaborare con i magistrati: in aula accuso' addirittura Kireyev di essere un mero "pupazzo" nelle mani dell'attuale capo dello Stato ucraino, il filo-russo Viktor Yanukovich, contro il quale perse le elezioni presidenziali dell'anno scorso. La Procura le imputava inoltre diverse violazioni della proibizione di viaggiare, ma Unione Europea e Stati Uniti hanno duramente criticato la sua detenzione.
I sostenitori dell'ex premier ucraino Yulia Tymoshenko hanno reagito con la forza all'iniziativa del polizia che ha iniziato a installare transenne di metallo per isolarli dall'ingresso principale del tribunale Pechersky di Kiev, dove sta per iniziare una nuova udienza del processo contro Tymoshenko, accusata di abuso d'ufficio. Secondo Interfax la folal dei manifestanti ha cominciato a ostacolare el'installazione delle transenne, ma poi i loro rappresentanti sono interevnuti per negoziare con la polizia. Ora le transenne sono state installate e la situazione è tornata alla calma. Tymopshenko è stata arrestata in aula venerdì e portata in carcere al grido di "vergogna!" dei suoi sostenitori.



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