Ucraina, Tymoshenko condannata a 7 anni di carcere
Sette anni di carcere, tre d'interdizione dai pubblici uffici con conseguente impossibilita' di candidarsi alle elezioni politiche del 2012 e alle prossime presidenziali, obbligo di risarcire alla compagnia energetica statale 'Naftogaz' danni per un miliardo e mezzo di grivnie, equivalenti a quasi 139 milioni di euro: questa la pesantissima condanna inflitta dal Tribunale Distrettuale di Pechersky, a Kiev, a carico dell'ex premier e attuale leader dell'opposizione ucraina Yulia Tymoshenko.
La 51enne 'Principessa del Gas', anima della Rivoluzione Arancione del 2004, e' stata riconosciuta colpevole di abuso di potere per aver ordinato nel 2009 alla stessa 'Naftogaz', a parere dei giudici illecitamente, di sottoscrivere con la Russia un accordo sulla fornitura di gas naturale troppo oneroso, e dunque contrario agli interessi nazionali. Accolte cosi' in pieno le richieste della pubblica accusa.
Furibonda la reazione di Tymoshenko: "Nessuna sentenza puo' fermarmi. Combatteremo e difenderemo il mio buon nome davanti alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo", ha replicato al verdetto l'ex premier. "Dobbiamo essere forti, e difendere l'Ucraina da un autoritarismo del genere", ha incalzato. "Cari amici", ha proseguito, rivolgendosi ai numerosi sostenitori assiepati nell'aula, "voglio soltanto dire che sono in pieno disaccordo con simili repressioni ai danni dei cittadini, che riportano l'Ucraina al 1937", ha rincarato la dose, riferendosi alle epurazioni staliniane.
"Combattete!", ha esortato. "Rimanete uniti, siate forti! Gloria all'Ucraina!", ha concluso. "Gloria agli eroi!", e' stato il boato della platea. Fuori dal Palazzo di Giustizia si sono registrati tafferugli tra simpatizzanti e detrattori dell'imputata, e con le unita' scelte del ministero dell'Interno chiamate a vigilare. Abbigliata in un vestito come sempre immacolato, la caratteristica treccia bionda a incorniciarle la nuca,
Tymoshenko ha ascoltato impassibile il giudizio di colpevolezza. Nel frattempo si consultava continuamente con la figlia, Evghenya, e con il marito, Oleksander, seduti ai suoi lati, e compulsava il proprio Ipad per controllare uno per uno i capi d'imputazione letti dal presidente del collegio, Rodio Kireyev: un gesto che in agosto le costo' la custodia preventiva.
Al momento della condanna, si e' invece alzata in piedo e in tono stentoreo ha cominciato a dare sulla voce a Kireyev, denunciando il verdetto a suo dire "fabbricato" dal presidente della Repubblica, il filo-russo Viktor Yanukovich, che l'anno scorso la sconfisse di misura alle presidenziali.
"Preoccupata" e "costernata" la reazione dell'Unione Europea: secondo una portavoce di lady Catherine Ashton, alto rappresentante per la politica estera e di difesa comune, la sentenza avra' "gravi implicazioni sui rapporti bilaterali", specie per quanto riguarda i negoziati in corso per gli accordi di associazione e di libero commercio. Amnesty International ha sollecitato l'immediato rilascio di Tymoshenko.


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