Turchia, elezioni a luci rosse
La Turchia è stata investita da un nuovo scandalo a sfondo sessuale che scuote il mondo politico in piena campagna elettorale. Il 12 giugno infatti si rinnoverà il parlamento di Ankara. Il video incastra due esponenti della terza forza politica del paese, il Partito del Movimento Nazionalista (Mhp), concorrente minore dell'Akp del premier Erdogan cui contende elettori di centrodestra islamici moderati.
La notizia è stata data oggi dai giornali turchi. È la terza volta che l' Mhp di Devlet Bahceli viene colpito da uno scandalo di video "hard" come quello in circolazione da sabato in cui, sempre secondo caste descrizioni stampa , si vedono il numero due del partito, Bulent Didinmez, e un ex leader provinciale di Istanbul, in compagnia di alcune studentesse universitarie seminude in una camera d'albergo.
Un giornale vicino al governo, lo Yeni Akit, ha già chiesto le dimissioni del capo dell' Mhp, Bahceli, in quale ha contrattaccato gridando al complotto. L'accusa è che il partito islamico-moderato «Giustizia e sviluppo» (Akp) di Erdogan sia responsabile della diffusione del video compromettente. L'ipotesi è stata però negata dal vicepremier Bulent Aronc.
Il quotidiano Milliyet accredita l'esistenza di un complotto contro i nazionalisti spiegandola col tentativo di tenere la formazione sotto la soglia di sbarramento del 10 per cento facendo aumentare così i seggi assegnati al partito di maggioranza.



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