Tripoli: pronti ad un cessate il fuoco
Ancora una notte di bombardamenti della Nato su Tripoli. Secondo la televisione libica, le forze dell'Alleanza Atlantica hanno colpito una serie di obiettivi nella capitale libica: la tv al-Jamahiriya ha detto che nel mirino, tra gli altri, c'era una scuola di formazione professionale e che i raid hanno causato "perdite umane e materiali". Testimoni sul posto hanno riferito di aver sentito almeno quattro esplosioni. L'agenzia ufficiale libica aveva riferito in precedenza che i raid Nato avevano colpito "siti civili e militari" a Nalyut, 230 km a ovest di Tripoli, sulle montagne della regione di Jebel Nafussa, dove da settimane si confrontano ribelli e forze fedeli al colonnello Muammario Gheddafi. 
Il regime libico si prepara a una nuova apertura alla comunita' internazionale, almeno secondo il giornale britannico The Independent. Il quotidiano ha ottenuto una copia di una lettera del primo ministro del Paese, Ali Baghdadi al-Mahmoudi, inviata ad alcuni governi stranieri. La lettera propone un immediato cessate-il-fuoco monitorato dalle Nazioni Unite e dall'Unione Africana, colloqui senza condizioni con l'opposizione, un'amnistia per entrambe le parti in conflitto e la definizione di una nuova Costituzione.
La proposta arriva in un momento di stallo dei combattimenti, che il premier britannico, David Cameron, e il presidente Usa, Barack Obama, hanno promesso di superare con un rinnovato impegno militare. Entrambi i leader, che mercoledi' si sono incontrati a Londra, hanno detto che Muammar Gheddafi se ne deve andare e "stranamente", fa notare il quotidiano, "la lettera di Mahmoudi non fa menzione del ruolo di Gheddafi nel futuro libico". "Il futuro libico -si legge in un estratto della missiva pubblicata- sara' radicalmente diverso da quello che esisteva tre mesi fa. E' stato sempre questo il piano. Solo ora possiamo accelerare il processo. Ma per farlo, dobbiamo mettere fine ai combattimenti, concordare su una nuova Costituzione e creare un sistema di governo che rifletta la realta' della nostra societa' e sia conforme alle esigenze della governance contemporanea". E ancora: "Il ciclo della violenza deve essere sostituito da quello della riconciliazione: entrambe le parti hanno bisogno di un incentivo per uscire dall'angolo ed entrare in un processo che porti al consenso". Secondo una fonte del governo britannico citata dal quotidiano, i Paesi occidentali potrebbero accettare un cessate-il-fuoco a condizione che Gheddafi vada in esilio.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















