Trieste, Centrodestra spaccato
Trieste ha un'anima divisa in due: una guarda verso l'Italia, l'altra ad Est verso la vicina Slovenia. Rispecchiando rispettivamente le politiche del centrodestra e del centrosinistra. E' la storia di Trieste che fu l'ultima stazione del mondo occidentale prima del blocco dei paesi comunisti, e che ancora risente di questa peculiarità. Con i suoi 200 mila abitanti, di cui una buona parte costituita da pensionati, a Trieste le amministrazioni si succedono nel segno di un originale laboratorio geopolitico. Dalla dominazione asburgica fino alla caduta del Muro di Berlino, il capoluogo giuliano si è dibattuto tra afflato nazionalista, sottolineato dalle amministrazioni di centrodestra, e sguardo oltre confine in una ricerca di internazionalizzazione cooperativa coi paesi confinanti, con i governi di centrosinistra. E anche gli schieramenti politici che si affronteranno alle prossime amministrative, giocoforza, riflettono questa connotazione storico-culturale. Per tradizione il comune di Trieste è sempre stato feudo di destra, mentre la Provincia con i comuni minori ha espresso più spesso giunte cosiddette 'rosse'.
Il capovolgimento è avvenuto recentemente con l'en plein da parte del centrodestra che ha conquistato Comune, Provincia e Regione. Il quadro delle candidature per le amministrative, che si svolgeranno il 15 e 16 maggio, denota una spaccattura nella coalizione di centrodestra che correrà diviso con un candidato sindaco e un candidato presidente della Provincia per ogni formazione politica (Pdl, Lega, Udc) per un totale di 12 candidati. Mentre il centrosinistra , a sorpresa, esprime un candidato per la poltrona della Provincia e un candidato per il Comune in piena sintonia (Pd, Idv, Sel e Federazione della sinistra). In sintesi, i candidati dei principali schieramenti che corrono per la poltrona di sindaco: Roberto Cosolini, già assessore regionale al lavoro, scende in campo con il suo partito, il Pd, ed il Centrosinistra, Roberto Antonione, già presidente della Regione, già sottosegretario agli esteri, ex coordinatore nazionale del Pdl, raccoglie intorno a sè il Pdl ed alcune liste civiche, sempre nel centrodestra Franco Bandelli fa corsa in proprio, con la lista "Un'altra Trieste", una Civica di ex pidiellini e di ex An. L'Udc candida Edoardo Sasco, uno dei massimi esponenti regionali del partito, la Lega Nord corre con Massimiliano Fedriga, giovane parlamentare del partito di Umberto Bossi. Il resto dei candidati sono sostenuti da liste civiche locali. Ma è sullo sviluppo futuro del capoluogo giuliano che si gioca la vera competizione, che, nei fatti, è una competizione tutta economica. I temi sul tavolo sono: il porto di Trieste, i trasporti , la bonifica dell'area industriale e l'avvenire della Ferriera di Servola, un importante stabilimento siderurgico. Il Porto di Trieste: il porto nuovo è in stallo e rischia il sorpasso da parte del porto di Capodistria che è 10 volte più piccolo ma sicuramente ha un appeal più internazionale. La guerra tra i porti si gioca sui finanziamenti e sul progetto di rilancio di Trieste allargato a Monfalcone che ha avuto il via libera dal governo per gli investimenti privati, e che vede Unicredit in prima fila con un ruolo primario. Non ci sono proposte, invece, per recuperare il Porto Vecchio, un'area che si trova a ridosso del centro storico della città. Uno spazio di 60 ettari, inutilizzato, che risale al periodo della dominazione asburgica e che inizialmente era il porto vero e proprio di Trieste. Quest'area non è mai stata riconvertita e tra le proposte lanciate in campagna elettorale, c'è proprio quella di rilanciare questo sito e aprirlo definitivamente alla città. Anche se insiste sull'area una concessione novantennale affidata a una cordata industriale capitanata da Maltauro De Eccher, che avrebbe altri progetti. Trasporti e Alta Velocità: l'isolamento di Trieste deve essere superato attraverso collegamenti più veloci, come l'Alta Velocità ferroviaria. Anche se recentemente l'a.d. di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti ha sottolineato che non è economico investire in Friuli-Venezia Giulia. Tuttavia i collegamenti veloci sono per il capoluogo giuliano uno degli ambiti del confronto politico che animano la campagna elettorale. Bonifiche e Rigassificatore: sul fronte produttivo a Trieste esiste un'enorme area industriale che è stata dichiarata sito inquinato di interesse nazionale dieci anni fa. Purtroppo, in un decennio non è stato varato un piano di bonifica per l'unica area industriale della città. Per quanto riguarda la realizzazione del rigassificatore al largo del golfo di Trieste, finora tutti i candidati si sono espressi per il 'no' malgrado la forte sollecitazione venuta dal mondo imprenditoriale, Confindustria in testa. La Ferriera di Servola: lo stabilimento siderurgico di epoca asburgica di Lucchini ora passato sotto il controllo dell'azienda russa Severstal per l'80%, è un altro argomento che tiene banco in campagna elettorale. Sono fioccate molte proposte sul piano industriale: dalla realizzazione di un polo per la logistica portuale, alla siderurgia a freddo fino alla green economy. In ogni caso, fanno discutere gli aspetti ambientali, le emissioni provenienti dal sito industriale e il futuro dei 450 addetti che vi lavorano.



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