Dal Duce alle foto hard. Elezioni politicamente scorrette
Amati, odiati, strappati e qualche volta fotografati. I cartelloni elettorali dividono l'Italia. Ad aprire la stagione è stato Lassini con lo slogan "Via le Br dalle procure". Poi i manifesti del Duce nel Lazio e quelli a favore dell'eutanasia a Milano. Ora l'ultima provocazione, donne nude in Veneto come simbolo della lotta alle tasse.

'Veneto terra dell'abbondanza...rubata' questo lo slogan di un manifesto elettorale e sotto la foto di una giovane donna con seno prosperoso in vista e, a fianco, una ragazza anoressica. E' la provocazione, alla vigilia delle elezioni amministrative, apparsa nel trevigiano su cartelloni anonimi attaccati negli spazi elettorali.
Nei manifesti, sotto la frase 'Veneto Stato', c'e' l'immagine di una donna col seno scoperto e la dizione 'Senza la politica romano-padana' accanto, sotto la scritta 'Veneto Regione', quello di una donna visibilmente anoressica, molto magra con su una spalla il sole celtico legista, con la frase 'Con la politica romano-padana'.
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I manifesti hanno già fatto scoppiare la polemica e hanno fatto pensare a una iniziativa della lista autonomista Veneto Stato che si candida per la Provincia di Treviso. Veneto Stato però ha smentito la paternità della campagna. Il candidato Presidente Antonio Guadagnini avverte: "Dobbiamo constatare che sono stati appesi nostri manifesti contraffatti, probabilmente ad opera di militanti leghisti delusi dalle promesse tradite dai propri rappresentanti".
"Veneto Stato", chiarisce Guadagnini, "ha in ogni caso sporto denuncia contro ignoti per furto di manifesti dalla nostra sede provinciale, per contraffazione e per falso ideologico nell'utilizzo del nostro simbolo e del nostro nome".
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