Tregua finita nel Carroccio. I maroniani puntano al capogruppo

Giovedì, 15 dicembre 2011 - 08:33:56


 

maroni bossi calderoli

"Non mi interessano le poltrone, l'unico ruolo che ho e che mi interessa è quello di parlamentare leghista". L'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni  ha chiesto che venga convocata un'assemblea per il rinnovo del capogruppo del Carroccio a Montecitorio ma, avvicinato dai giornalisti alla Camera, non dà una sua versione dei fatti e ribadisce di non essere interessato ad alcuna poltrona. Né a quella attualmente ricoperta da Marco Reguzzoni, né a quella della presidenza del Copasir che oggi la Lega è tornata a rivendicare. In una pausa dei lavori dell'Aula dove la Lega, unico partito all'opposizione del governo Monti, sta dando battaglia a colpi di ostruzionismo sulla manovra economica, si è svolta una riunione del Carroccio a Montecitorio in cui l'ex titolare del Viminale ha ricordato che il leader della Lega, Umberto Bossi, aveva indicato gennaio come scadenza per l'attuale capogruppo. Reguzzoni ha osservato che la questione è già stata posta all'attenzione di Bossi e secondo quanto riferito da alcuni deputati leghisti avrebbe osservato con alcuni di loro che la mossa di Maroni è stata dettata dalla sua volontà di sostituirlo alla guida del gruppo. Quanto alla presidenza del Copasir, nemmeno l'attuale presidente dei deputati del Carroccio, a quanto si apprende, avrebbe alcuna intenzione di prendere il posto di Massimo D'Alema

La richiesta di Maroni e' apparsa ai deputati vicini a Reguzzoni come un fulmine a ciel sereno: 'totalmente inaspettata'. La riunione sarebbe servita anche a fare il punto sulle strategie di opposizione della Lega alla Camera: si e' scelto di presentare una cinquantina di emendamenti per prolungare i tempi della seduta senza arrivare all'ostruzionismo e ai toni forti adottati dai lumbard in Senato.
Ma la questione e' subito andata in secondo piano. La riunione si e' conclusa senza clamore con Maroni e Reguzzoni che hanno lasciato insieme la sala del gruppo alla Camera. Nessuna accusa o recriminazione durante la riunione. Una parte dei deputati, nei colloqui riservati, ha lasciato intendere che attendeva da tempo una mossa di Maroni 'soprattutto dopo che il parlamento a Vicenza gli ha dato l'incarico di fare le pulci al governo Monti'. I cerchisti, confidandosi, non hanno nascosto la loro sorpresa, sottolineando al contempo che la richiesta e' arrivata 'senza che Bossi fosse presente'. Insomma, rinviando la partita alla prossima riunione e ad un pronunciamento del 'capo'.

Sullo sfondo c'e' anche la questione della presidenza del Copasir: i leghisti, uniti, insistono nel chiedere ai presidenti di Camera e Senato che venga loro assegnata di diritto in quanto unico partito di opposizione. Maroni sembrava in pole position per l'incarico ma l'intervento di ieri sembra proiettarlo maggiormente verso il ruolo di capogruppo. Non è escluso che a questo punto al Copasir finisca proprio Reguzzoni o che Maroni vada comunque a guidare la commissione di controllo dei Servizi e metta un proprio uomo a guida dei deputati a Montecitorio. L'ex ministro dell'Interno, infatti, conosce molto bene gli ingranaggi dell'ordine e della sicurezza nel nostro Paese e ha contribuito a modellarne gli attuali equilibri.

I vertici attuali dei servizi segreti sono gli stessi a suo tempo nominati ed insediati dal governo di cui Maroni faceva parte. Non si raggiungono i rami alti dei servizi segreti senza una programmazione organizzata dalla presidenza del Consiglio, ma studiata dal Viminale e dagli stati maggiori del Corpo dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Il neo premier Monti ha affidato la delega ai servizi segreti ("Autorita' Delegata") al sottosegretario alla presidenza Antonio Catricala', ma di fatto la vera "autorita'" in campo e' il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. La nomina di Maroni costituirebbe un rafforzamento degli attuali equilibri nel comparto sicurezza, ma al contempo creerebbe non pochi imbarazzi al nuovo ministro che seppure timidamente vorrebbe avviare un turn-over. Le forti contestazioni contro Monti della Lega oggi al Senato non sarebbero soltanto il ritorno del partito di Bossi ad una opposizione parlamentare senza sconti, ma anche il modo migliore per far pressioni sui due presidenti di Senato e Camera affinche' si decidano a imporre le dimissioni di D'Alema e la nomina al suo posto di un leghista. Maroni, Calderoli o l'attuale presidente del gruppo parlamentare Marco Reguzzoni che del Copasir e' il segretario.

Sta andando a incontrare Berlusconi? "No, no". E' questa la risposta data da Umberto Bossi, ai microfoni di Repubblica.it, all'uscita da Montecitorio. Ieri l'ex premier aveva sostenuto che oggi avrebbe incontrato il leader della Lega.



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