Regionali, la Todini: "Non mi candido nel Lazio"

Giovedì, 10 settembre 2009 - 15:50:00


Di Francesco Cocco

Lazio/ Zingaretti ad Affaritaliani.it: "Marrazzo ha governato benissimo, va ricandidato"
Ex europarlamentare di Forza Italia, certo. Ma soprattutto imprenditrice. Luisa Todini, da settimane ritenuta la più probabile candidata del Pdl alla presidenza del Lazio nel 2010, sceglie Affaritaliani.it per annunciare che al momento non è disponibile a impegnarsi in politica. Anche perché, parole sue, "nel Lazio c'è una partita politica aperta tra Berlusconi e Fini che va al di là dei nomi". Ma soprattutto, è il suo ruolo di azionista unica della Todini costruttori a consigliarla di tenersi fuori dalla sfida. La battaglia vera, per la Todini, è ancora la crisi economica. Che nei prossimi mesi, ci confida, "toccherà il suo momento peggiore".

Luisa Todini
Luisa Todini
Da settimane si parla di lei come probabile candidato del Pdl per la presidenza della Regione Lazio.
"L'ho già detto: sono lusingata. Ma sono anche azionista unica di un'azienda che, fra l'altro, lavora negli appalti pubblici. Fattura oltre 500 milioni di euro, diamo da lavorare a 2.800 persone".

Ma al presidente Berlusconi, che ha incontrato il 2 settembre a Palazzo Grazioli, cosa ha risposto quando le ha proposto la candidatura?
"Era un incontro già fissato per altri motivi. Si è parlato di diplomazia commerciale...".

...Ma anche della sua candidatura.
"Beh, sì... A Berlusconi e a chi è ai vertici ho detto che io oggi sono assai attenta alle mie realtà aziendali. Il presidente ha molto apprezzato il mio senso di responsabilità. Finché io sono impegnata in azienda è praticamente impossibile un mio impegno in politica. Ad oggi non potrei farlo. Peraltro, nel Lazio c'è una partita politica aperta tra Berlusconi e Fini che va al di là dei nomi".

Esclude quindi di accettare questa proposta?
"A oggi la mia situazione è quella. Poi mancano sei mesi alle elezioni, non so cosa può succedere. E però...".

E però?
"E però è bello e importante che  il Pdl non si rivolga solo agli apparati di partito e investa su chi ha dato prova di saper fare qualcosa nella vita. Non solo. E' bello che finora si siano fatti quasi solo nomi di donne: il ministro Giorgia Meloni, la mia amica Renata Polverini, segretario dell'Ugl... e di me. Donne che, lo dico senza presunzione, hanno dimostrato qualità nel proprio operato".

Proprio sull'atteggiamento di Berlusconi nei confronti delle donne si è detto tanto.
"Le ho già risposto. L'apprezzamento del premier per le donne si nota per esempio nelle scelte per le candidature politiche. Come qui nel Lazio. Poi la vita privata è, appunto, privata. E sui giornali si leggono spesso cose un po' fantasiose".

Ecco, i giornali. Berlusconi ha invitato gli imprenditori a togliere la pubblicità alle testate che non diffondono ottimismo. Lei lo farebbe?
"Fu una delle sue tante battute efficaci. Io faccio l'imprenditore e le sponsorizzazioni le valuto in base al ritorno che possono dare. Gli imprenditori ragionano così. Quella di Berlusconi fu, ripeto, una battuta. I governanti devono avere altri strumenti per convincere gli elettori a votarli".

Martedì scorso il premier Silvio Berlusconi ha ribadito che secondo lui la crisi sta finendo. Lei è d'accordo?
"Proprio ora stavo leggendo la notizia del crollo del Pil nel secondo trimestre. Parlare di uscita dalla crisi è ancora prematuro. Le conseguenze si stanno facendo sentire soprattutto negli ultimi mesi. Credo che l'ultimo semestre del 2009 sarà il momento clou della crisi, quando verranno fuori le cose più complicate".

Qualche segnale positivo lo vede?
"Il Centro studi di Confindustria ha lanciato la speranza di uno 0,8% in più nel 2010. Questo ci fa capire che, pur se non tutto è alle spalle, stiamo reimpostando un trend positivo. Ma, ripeto, gli ultimi sei mesi di quest'anno saranno i più complicati".

Sia il governatore di Bankitalia Mario Draghi, sia il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno lanciato l'allarme per una possibile crisi occupazionale in autunno. Già in estate ci sono stati dei segnali: operai costretti a protestare sulle gru e insegnanti precari sui tetti.
"In effetti, da quando faccio l'imprenditrice non ricordo un periodo e situazioni come questi. Probabilmente il peggiore dell'ultimo ventennio. Lei cita degli accadimenti che fanno il paio con i manager sequestrati in Francia. Queste forme di intolleranza ci danno il senso di ciò che sta accadendo. C'è poi un punto che voglio sottolineare".

Quale?
"Come ha detto, fra gli altri, il ministro Maurizio Sacconi, i giovani debbono accettare lavori che in un altro periodo non avrebbero voluto perché ritenuti meno accattivanti o meno dignitosi. A volte mi capitano curricula di neolaureati che poi rifiutano questo o quel lavoro".

Forse perché dopo aver tanto studiato hanno altre aspirazioni.
"E' vero, ma è un momento  di crisi. Certo, io so di parlare da privilegiata perché ho ereditato l'azienda da mio padre, in una situazione diversa. Il mio è solo un consiglio".

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