Thailandia/ Spari e lacrimogeni, morti e feriti
![]() Le camicie rosse |
E' salito a sette morti e un centinaio di feriti il bilancio degli scontri a Bangkok tra le 'camicie rosse' e l'esercito thailandese. Lo hanno riferito fonti ospedaliere. I militari stanno avanzando per riprendere il controllo del quartiere commerciale della capitale, occupato da due mesi dai sostenitori del magnate in esilio Thaksin Shinawatra che chiedono al premier Abhisit Vejjajiva di indire nuove elezioni. Secondo fonti locali, i militari hanno prima lanciato lacrimogeni sui dimostranti che hanno risposto con bombe molotov e sassi. Poi hanno cominciato a sparare ad altezza d'uomo. Tre giornalisti sono rimasti feriti, tra cui un cameraman canadese di France 24 che e' in gravi condizioni.
Scontri tra soldati e manifestanti in almeno quattro punti. Le forze armate thailandesi hanno circondato tutte le principali barricate che proteggono l'accampamento delle 'camicie rosse' a Bangkok e hanno chiuso al traffico, con il filo spinato, le strade che portano alla 'città nella città' difesa da migliaia di dimostranti. Per ora non si vedono veicoli militari in giro, e la presenza dei soldati non supera le duecento unità presso ciascuna di queste postazioni, ma le strade ormai sgombre consentirebbero un dispiegamento di blindati in tempi brevi. Anche se c'è stata l'assicurazione di non voler procedere a uno sgombero forzato, l'impressione è che la tattica dei militari sia quella di disperdere le difese delle 'camicie rosse', costringendole a presidiare tutti i punti di ingresso dove sono state erette barriere di bastoni appuntiti e pneumatici.
I militari hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro i manifestanti, nel centro di Bangkok, nei pressi delle ambasciate di Giappone e Stati Uniti. I manifestanti hanno bruciato un bus della polizia, mentre l'esercito avanzava verso la strada occupata dalle 'camicie rosse' con l'obiettivo di riprenderne il controllo con la forza. L'area è stata isolata. Un portavoce militare ha dichiarato che le forze di sicurezza non intendono sgombrare oggi con la forza i manifestanti antigovernativi, asserragliati ormai da oltre due mesi nel centro di Bangkok. Tuttavia, il colonnello Sunsern Kaewkumnerd ha detto all'agenzia France Presse di "attendersi nuove violenze in serata". Testimoni riferiscono di aver visto arrivare decine e decine di uomini di rinforzo.
Intanto, l'ex premier Thaksin Shinawatra è tornato a farsi sentire dall'esilio, avanzando un pacchetto di quattro proposte al governo per porre fine all'emergenza: 1) fermare la repressione; 2) revocare lo stato di emergenza; 3) aprire negoziati con i dimostranti per trovare una soluzione pacifica; 4) tentare la riconciliazione con tutti i partiti coinvolti.
Nessun italiano coinvolto negli scontri a Bangkok fra le camicie rosse e le forze di sicurezza. Lo ha detto a CnrMedia l'ambasciatore italiano nella capitale thailandese Michelangelo Pipan. ''Gli scontri avvengono in un'area circoscritta, il centro economico della citta". Intanto, il Ministero degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha invitato i turisti del nostro Paese in vacanza in Thailandia a non recarsi a Bangkok. Il ministro si è detto preoccupato della situazione thailandese: "È assolutamente urgente una trattativa perché la situazione sta diventando insostenibile''. L'ambasciata italiana a Bangkok resta aperta, ha affermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari.



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