Thailandia, ucciso un manifestante
Un manifestante e' morto a Bangkok colpito da un colpo di pistola alla testa durante le proteste. Lo rende noto un reporter della France Presse secondo cui l'esercito avrebbe aperto il fuoco contro i dimostranti. Ci sarebbero negli scontri almeno altri due feriti.
In Thailandia da due mesi e' in corso un duro braccio di ferro tra il governo e le 'camicie rosse' fedeli all'ex premier Thaksin Shinawatra che chiedono nuove elezioni.
Il governo di Abhisit Vejjajiva, giunto al potere un anno e mezzo fa con il sostegno dell'esercito, ha dato ordine ai militari di assediare il quartier generale delle 'camicie rosse' nel centro di Bangkok, chiudendo tutte le vie di accesso all'area occupata dai manifestanti dal 14 marzo.
"Ho chiesto alle forze di sicurezza di riportare la normalita' il prima possibile", ha avvertito il premier. E' fallito il dialogo che si era aperto nelle scorse settimane tra Abhisit e i leader della protesta. Il premier ha ritirato la sua offerta di indire nuove elezioni il 14 novembre, dopo il rifiuto dei manifestanti a sgomberare le strade, nonostante la minaccia di tagliare corrente elettrica e acqua in tutto il quartiere.
L'ordine dell'esercito di chiudere tutte le attivita' commerciali della zona e le fermate della metropolitana, secondo il corrispondente della Bbc, fa presagire una nuova repressione nel sangue: nelle proteste degli ultimi due mesi sono morte 29 persone e ne sono rimaste ferite oltre mille. Migliaia di dimostranti restano rinchiusi nell'accampamento, circondati da barricate e pronti a nuovi scontri.



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