La testimonianza/ Una volontaria sulla Striscia di Gaza scrive ad Affaritaliani.it
I palestinesi hanno organizzato manifestazioni in tutti i Territori Occupati: Jenin, Nablus, Ramallah, Hebron e Betlemme. Oggi c’ero, ho visto con i miei occhi la rabbia sui volti dei palestinesi, la tristezza per la morte di 205 persone, la voglia di cambiare la situazione. E allora abbiamo marciato, palestinesi davanti con bandiere di Fatah, del Partito del Popolo e del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, megafoni spianati coi quali urlavano “il popolo palestinese marcia verso Gaza, vi siamo vicini” e “continueremo a lottare”, noi internazionali dietro, un po’ per paura ma anche per rispetto.
Ciò che più stringe il cuore è quando qualcuno mi dice “grazie per essere qui, al nostro fianco” e quindi il mio stare dietro vuole dire “ci sono, sono con voi, vi sostengo, ma rispetto il vostro essere in prima linea e porvi con forza contro l’occupazione”. Abbiamo visto come circa 200 persone abbiano marciato pacificamente dalla Chiesa della Natività alla torre da cui i soldati israeliani controllano la situazione sottostante. Una volta arrivati lì i dimostranti hanno battuto sui cancelli, sono seguite due bombe sonore, abbiamo iniziato a correre nonostante fossimo a 150 metri dal punto di scontro. I ragazzi palestinesi hanno tirato pietre, con una mira impressionante hanno centrato più volte le vetrate di protezione della torre. Sono partiti i lacrimogeni e allora ancora indietro, velocemente, ma il gas ci ha raggiunto e allora lacrimoni, colpi di tosse, gola in fiamme e tanta rabbia. Sono partiti poi gli spari verso il campo profughi di Aida, a poca distanza dalla famigerata torre, non sappiamo cosa sia successo dopo ai profughi.



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