Bio-testamento/ Si va avanti con la legge. Bocciata la moratoria bipartisan
Si va avanti. L'appello bipartisan a una moratoria ottiene una bocciatura, anch'essa bipartisan: Pd e Pdl ribadiscono la necessità di approvare una legge sul testamento biologico in tempi rapidi. Si chiudono gli spazi di mediazione e diventa più teso il clima, con il centrodestra che accusa di ostruzionismo il Pd (accusa respinta) e serra i ranghi. Tanto che le agenzie battono la notizia dell'imminente sostituzione di due senatori del Pdl della Commissione Affari costituzionali, contrari al testo della maggioranza. Il Pd parla di "epurazione", il Pdl di "strumentalizzazione". Si inabissa subito l'appello bipartisan per una moratoria, al quale aderiscono per il Pdl Lamberto Dini, Antonio Paravia, Maurizio Saia e Giuseppe Saro e per i democratici Emma Bonino, Pietro Ichino, Stefano Ceccanti ed Enzo Bianco. L'obiettivo era arrivare a un rinvio di qualche mese. Ma la tesi non trova spazio: entrambi i gruppi si erano impegnati a varare una legge entro il 2008. Si andrà oltre il 5 marzo, ma l'obiettivo comune resta chiudere in fretta. Arriva la notizia dell'esclusione dalla Commissione Affari costituzionali di Ferruccio Saro, amico di famiglia degli Englaro, e di Lucio Malan, valdese. Luigi Zanda chiede conto della "destituzione politica".
Gaetano Quagliariello si innervosisce: "Il gruppo è unito. Al momento non abbiamo preso in considerazione questo problema perché dovrebbe essere affrontato la prossima settimana". Smentita che non smentisce, secondo Anna Finocchiaro: "Mi viene in mente George Bernard Shaw. Quando venne annunciata la sua scomparsa disse: la notizia è vera ma prematura". Maurizio Gasparri si indigna: "Volgare strumentalizzazione". Quagliariello interviene ancora: "Saranno sostituiti solo se lo chiedono". Malan smentisce la destituzione. Saro spiega: "Nessuno mi ha chiesto niente. Certo, si pone il problema della mia posizione, diversa da quella del gruppo".
Nel Pdl si ricorda il caso di Claudio Gustavino, "sostituito da segretario della Commissione Sanità perché troppo favorevole al ddl Calabrò". Intanto i 23 senatori (del gruppo dei 53 parlamentari Pdl) che avevano chiesto una modifica pro-life del testo, precisano la loro posizione: "La nostra nota è stata strumentalizzata per accreditare l'idea di una spaccatura nel Pdl". Quagliariello: "Non siamo una caserma, ma neanche un albergo spagnolo". Sul fronte del Centrosinistra rientra, o quasi, il caso Veronesi. L'oncologo e senatore ha firmato una lettera aperta di Micromega che accusa il Pd di "resa" nei confronti del Centrodestra. Dario Franceschini ha incontrato il medico e i due hanno fatto la pace. Dice il segretario del Pd: "Veronesi si è detto stupito della lettura che qualche giornale ha dato della lettera e ha ribadito il convincimento dell'assoluta libertà di scelta dei parlamentari". La lettera di Micromega scriveva il contrario: "Lasciare libertà di coscienza sarebbe un fraintendimento grave". Comunque sia, i senatori del Pd impegnati nella discussione non l'hanno presa bene. E hanno scritto al senatore per "rassicurarlo": "Nessuna resa, nessuna ambiguità, nessuna contraddizione. Siamo contro il testo Calabrò, chiediamo il tuo aiuto e conforto".



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