Trani, indagato Berlusconi. "Telefonate" per bloccare Annozero
| Talk show/ Antonio Verro (Cda Rai): "La nostra fonte normativa è la Commissione di Vigilanza" |
Il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, non è indagato a Trani
. Lo si è appreso da ambienti vicini a Palazzo di Giustizia, che smentiscono anche alcune ricostruzioni giornalistiche relative alle presunte intercettazioni telefoniche con il coinvolgimento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, e appunto il direttore del Tg1. Il procuratore della Repubblica di Trani Carlo Maria Capristo con i giornalisti si è trincerato dietro il massimo riserbo. Anche sull'annuncio dell'invio di una ispezione dal ministero della Giustizia ha commentato con un laconico: "siamo qui a disposizione". Anche sulle insistenze dei giornalisti in merito ai presunti errori contestati dal ministro Alfano ha detto: "Ci conosciamo da tempo, vi stimo e mi auguro che facciate altrettanto... state tranquilli, lasciateci lavorare con riservatezza, tranquillità e professionalità. Non ci sono comunicazioni per la stampa".
INTERVIENE ALFANO - Un'ispezione ministeriale negli uffici giudiziari di Trani: Angelino Alfano annuncia la sua decisione all'indomani delle rivelazioni sull'inchiesta dei magistrati pugliesi a proposito di presunte pressioni del premier, Silvio Berlusconi, per bloccare Annozero (il capo del governo è indagato assieme al commissario dell'Agcom, Giancarlo Innocenzi, e al direttore del Tg1, Augusto Minzolini, del quale sono state intercettate alcune telefonate con Berlusconi). "L'inchiesta di Trani, il cui contenuto non conosco nel merito - ha dichiarato il ministro della Giustizia a margine di un incontro che si è svolto all'ospedale di Agrigento - evidenzia almeno tre gravissime patologie che sono chiare anche allo studente che affronta all'università l'esame di procedura penale. E cioè: un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d'ufficio". "Oggi stesso invierò gli ispettori a Trani per andare a verificare cosa è successo - ha annunciato il Guardasigilli. - Ovviamente senza interferire nell'indagine, potere che non mi compete, ma soltanto per capire come possano verificarsi queste gravi patologie".
GHEDINI - Se le notizie apparse sulle agenzie e sui quotidiani fossero effettivamente riscontrate in merito alle indagini in corso a Trani, ci si troverebbe di fronte a degli accadimenti gravissimi che dovranno trovare pronta risoluzione in ogni sede. Se davvero vi fossero delle intercettazioni telefoniche fra alcuni soggetti e il Presidente del Consiglio la loro legittimita' gia' di per se apparirebbe quanto meno dubbia e ci si deve chiedere la ragione per cui queste non siano gia' state espunte dal fascicolo processuale in attesa di valutarne la rilevanza e la utilizzabilita'. Se la rilevanza fosse invece stata valutata, il fatto sarebbe ancor piu' grave, poiche' a tacere del problema dell'utilizzabilita', e' di ogni evidenza che la competenza territoriale non puo' essere di Trani, bensi' di Roma, esattamente come accadde per Napoli per il caso Sacca' poi archiviato. Comunque se le intercettazioni esistono davvero, qualcuno - e non possono certo essere le parti private - le ha consegnate. E lo ha fatto guarda caso a pochi giorni dalle elezioni e guarda caso a "Il Fatto Quotidiano", in palese violazione del segreto di indagine non essendo mai state depositate concretizzandosi con cio' un ben specifico reato. Se poi il reato ipotizzato fosse proprio la concussione, e' ovvio che non solo non vi sarebbe la competenza territoriale di Trani ma neppure quella funzionale essendo in tal caso di competenza del Tribunale dei Ministri. Comunque, se i fatti fossero effettivamente quelli prospettati, ritenerne la rilevanza penale e' del tutto fuori da ogni logica trattandosi di comportamenti giuridicamente irrilevanti e legittimo esercizio del proprio diritto-dovere di intervento ove si ritenga che vi siano gravi accadimenti in tema di rispetto della verita' dell'informazione e del contraddittorio. Se la magistratura davvero volesse intervenire su casi consimili ci troveremmo di fronte a un accadimento gravissimo che vulnererebbe in modo irrimediabile la funzione del Governo e del Parlamento. E' auspicabile che in tempi rapidissimi l'intera vicenda sia definitivamente chiarita". Lo afferma l'avvocato Niccolo' Ghedini, esponmente del Pdl.
DI PIETRO ATTACCA MINZOLINI E AGICOM. "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom chiedendo la chiusura di 'Annozero'. Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini". Lo ha annunciato Antonio Di Pietro in una conferenza stampa, commentando la ricostruzione di alcune intercettazioni telefoniche pubblicata da Il Fatto Quotidiano. "Le pressioni di Berlusconi sull'Agcom per far chiudere 'Annozero' - aggiunge in una nota il presidente dei deputati Idv, Massimo Donadi - sono la prova che siamo al regime, al fascismo mediatico. Le forze democratiche di questo Paese devono reagire con durezza e determinazione a questo tentativo di piegare l'opinione pubblica con una finta informazione". 
Minzolini-Berlusconi
TELEFONATE PER CHIUDERE ANNOZERO. Secondo Il Fatto Quotidiano, Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Authority Giancarlo Innocenzi sarebbero indagati nell'ambito di un procedimento aperto dalla procura di Trani e condotto dal Pm Michele Ruggiero. All'attenzione della magistratura sono finite, scrive Il Fatto, alcune intercettazioni della Guardia di finanza di Bari (comprese quelle con il Dg Rai Mauro Masi che però non risulterebbe tra gli indagati) in cui il premier farebbe "pressioni" per arrivare alla chiusura di 'Annozero' di Michele Santoro e in cui si lamenterebbe tra gli altri anche di 'Ballarò' e 'Parla con me'. Minzolini (secondo il quotidiano chiamato "direttorissimo" al telefono dal premier), invece, nelle intercettazioni rassicurerebbe Berlusconi su alcuni servizi del Tg1.".



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