Con il Tea Party torna il comunismo e la Guerra Fredda

Giovedì, 21 ottobre 2010 - 12:47:00


Glenn Beck
Glenn Beck
L'ultra destra americana dei Tea Party ha rivitalizzato storiografie alternative e teorie del complotto comunista che non trovavano più spazio negli Stati Uniti almeno dagli anni '60.

Come scrive il New Yorker in un lungo pezzo, il commentatore radiofonico e televisivo Glenn Beck in particolare è diventato ormai il grande archeologo del pensiero di estrema destra statunitense. Nei suoi programmi, nei suoi discorsi e nei corsi online della sua "Beck Univeristy" è arrivato a rivalutare ad esempio il pensiero della John Birch Society e di Willard Cleon Skousen.

Beck propone ai suoi ascoltatori l'idea che nel XX secolo la vera storia d'America non sia stata mai raccontata, ma impacchettata per il pubblico dai progressisti, dai liberal, dai socialisti, dai comunisti, dall'intero spettro della sinistra che "sapeva che doveva separarci dalla nostra storia per separarci dalla nostra Costituzione e da Dio".

Un retorica che sembra aver preso piede tra gli ultraconservatori di oggi, che accusano ormai regolarmente il presidente Barack Obama di essere un "comunista".
 
 Gli anni '60 sono stati uno dei decenni più turbolenti per la Storia americana e la John Birch Society è stata una delle organizzazioni più controverse di quel periodo.

Fondata nel 1958 da Robert Welch, un produttore di dolciumi del Massachusetts, la società ha preso il nome da un missionario della Chiesa Battista e ufficiale dell'esercito americano ucciso dai comunisti cinesi nel 1945. Secondo Welch, Birch fu la prima vittima della Guerra Fredda.

Una delle teorie principali di Welch era che il paese fosse caduto vittima di un'enorme cospirazione comunista interna, che aveva imprigionato anche il governo federale. Il presidente Dwight Eisenhower secondo lui era un agente comunista, che aveva servito il complotto contro l'America "per tutta la sua vita di adulto". Il tentativo andato male di invasione di Cuba nella Baia dei Porci operato dal governo di John Fitzgerald Kennedy fu visto come un modo di "aiutare i comunisti di tutto il mondo facendo finta di fare l'opposto".

Secondo Welch il totalitarismo in America è cominciato molto prima della Rivoluzione di Ottobre in Russia, ad opera precisamente delle politiche progressiste del presidente Woodrow Wilson, ritenuto il primo responsabile della decadenza americana verso il comunismo. Il governo, diceva Welch, è "sempre e inevitabilmente un nemico della libertà individuale".

Negli anni '60 si convinse che lo stesso Comunismo fosse solo un altro elemento di un meccanismo ancora più grande, un gigantesco complotto perpetrato nel corso di millenni con radici perfino nell'antica Sparta. Il complotto era arrivato al massimo della potenza nell '800, ad opera di un gruppo di potenti e ricche famiglie internazionali di finanzieri come i Rothschild e i Rockefeller, di agenzie del governo come la Federal Reserve e l'agenzia delle entrate, e organizzazioni non governative come il Council on Foreign Relations.

Willard Cleon Skousen, un altro degli ideologi recuperati da Beck, era considerato ancora più estremista di Welch, talmente radicale che negli anni '60 perfino il capo dell'Fbi J.Edgar Hoover - certamente non noto per essere di sinistra - lo fece tenere sotto controllo. Skousen insegnò per molti anni alla Brigham Young University e scrisse diversi libri, nei quali affermava per esempio che le università del Nord Est americano, la Federal Reserve, il Council of Foreign Relations e la Rockefeller Foundation formassero "la struttura di potere segreta del mondo".

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