Napolitano: "In democrazia rispettabile non servono atti di coraggio"

Lunedì, 8 marzo 2010 - 11:28:00


IL COMMENTO/ Stiamo con Napolitano turandoci il naso

FORUM/ Caos liste in Lombardia e nel Lazio. Di chi è la colpa?

"Pur tra le differenze politiche, l'Italia crede nella Costituzione. Lo ha assicurato Giorgio Napolitano intervenendo al Quirinale alle celebrazioni della Festa della Donna dell’8 marzo. "Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche, profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica", tra questi valori ci sono "l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità, valori fondanti del nostro vivere civile. Una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio", ha proseguito il presidente della Repubblica.

DONNE - Il capo dello Stato ha poi proseguito parlando del tema della festa, rivolgendosi alle donne più giovani: "Preparatevi a esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza, nel lavoro, nella famiglia, nell’attività politica, il rispetto della vostra dignità di donne. È la premessa, è la condizione per ogni vostra autentica affermazione e conquista. Di fronte alla crisi economica, l'occupazione femminile però sta mostrando una maggiore capacità di resistenza".

LAVORO - Il tema delle donne che non può essere disgiunto da quello del lavoro, ha proseguito Napolitano: "Perdite di posti di lavoro e disoccupazione devono rappresentare in generale in questo momento una delle principali preoccupazione del nostro Paese e ragione di impegno prioritario per le nostre classi dirigenti. Molto importante che a livello di governo e di opposizione si continui a riflettere su misure idonee per conciliare maternità, famiglia e lavoro".

MARONI: I GIUDICI DECIDANO IN FRETTA. "Speriamo solo, è un auspicio che faccio, che tutta questa situazione di incertezza si chiuda nel minore tempo possibile per evitare di dover rinviare le elezioni". A dirlo e' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in una conferenza stampa nella sede di Milano di Assolombarda. "Abbiamo fatto una norma interpretativa, e' nel potere del Governo farla. Mi sono sempre opposto alla modifica delle regole e infatti abbiamo fatto un provvedimento che non modifica nessuna regola. Abbiamo salvaguardato una situazione di fronte ad una disparita' di valutazioni che rischiavano di ledere interessi forti dei cittadini prima che dei presentatori di liste".

Maroni sottolinea: "La legge dice che e' ammesso ricorso solo contro l'esclusione della propria lista, ma non contro l'accettazione della lista avversaria. Se il ricorso viene fatto e l'organismo preposto l'accetta e dopo lo esclude, non ci siamo. Dopodiche' l'Italia e' un Paese in cui ricorsi e contro ricorsi non si negano a nessuno". Il ministro si aspetta che "chi deve giudicare lo faccia rapidamente". Maroni sconfessa anche che il decreto sia stato fatto dal Governo per salvare alcune liste: "Il decreto cosiddetto salva liste non salva alcuna lista, perche' la decisione spetta sempre ai giudici. Se il Tar decide che la lista e' fuori, e' fuori nonostante il nostro decreto. Avremmo potuto riaprire i termini, invece abbiamo deciso di conservare i termini di allora e abbiamo detto ai giudici: voi non decidete nulla sulla base di nuove leggi, ma sull'interpretazione data dal Governo". E sul destino delle liste momentaneamente escluse, l'esponente della Lega sottolinea: "Non sappiamo se saranno riammesse, mi auguro che entro pochissimi giorni il quadro sia completo in modo da poter svolgere quel che resta della campagna elettorale serenamente per chi ha diritto di svolgerla".

LAZIO, DEPOSITATA LISTA DEL PDL. I delegati del Pdl, come riferisce Ignazio Abrignani, hanno concluso le operazioni di deposito della lista del partito per la circoscrizione di Roma. Ora, a presentazione avvenuta ci saranno 24 ore entro le quali l'ufficio centrale elettorale dovrà esprimersi sull'ammissibilità. 

Sin dal primo mattino il coordinatore regionale dell'Italia dei Valori del Lazio, Stefano Pedica, è arrivato al Tribunale di Roma: "Saremo dentro - ha spiegato - insieme con il Pd per controllare l'apertura del famoso scatolone con la documentazione delle liste del Pdl". Al di fuori delle porte del tribunale i militanti del partito espongono cartelli con la scritta 'bari' e 'Napolitano uno di loro".


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