Stop ai talk show politici, il Pd: blitz di Pdl e Radicali
| FORUM/ La Vigilanza Rai ferma i talk show politici. Che cosa ne pensi? Di' la tua Beltrandi (Radicali): nessun bavaglio ai talk show |
"E' un danno per l'azienda, perché sono trasmissioni che hanno una raccolta pubblicitaria significativa e verranno sostituite dalle tribune politiche, svolte in quelle fasce orarie, a meno che la stessa trasmissione non si trasformi di fatto in una tribuna politica, con la presenza di tutti i candidati e i tempi perfettamenti uguali".
"Il Centrodestra ha potuto fare questo blitz - attacca l'esponente del Pd - anche perché il testo presentato dal relatore, il radicale Beltrandi, conteneva questa norma. Come Partito Democratico abbiamo presentato emendamenti per togliere questa norma e reintrodurre il testo delle delibere che sono state fatte negli ultimi dieci anni per ogni elezione, che, rispettando la par condicio, consentivano di svolgerle. Cosa che adesso non potrà più avvenire".
"Spero che a questo punto il Centrodestra rifletta sulla forzatura che ha compiuto per la prima volta in dieci anni e che smaschera la sua voglia irrefrenabile di censurare le trasmissioni che non gradisce, mettendo in ginocchio anche i conti dell'azienda. Rifletta anche il relatore Beltrandi per il guaio che ha combinato e spero che Emma Bonino riesca a richiamare alla ragione l'esponente del suo partito".
Secca la replica di Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Commissione Vigilanza sulla Rai, interpellato da Affaritaliani.it: "Non ho tempo per replicare a queste sciocchezze".
BERSANI: DECISIONE VA RIVISTA, TOCCA PROFILI LIBERTA' - "La decisione della commissione di Vigilanza Rai va rivista perché tocca profili di libertà". Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, commenta la decisione della commissione sulle trasmissioni politiche in vista delle elezioni regionali. "Non bisogna fare di ogni erba un fascio. La preoccupazione dei radicali è storica ed è quella di veder garantito l'accesso; la preoccupazione del Centrodestra, altrettanto storica, è quella di chi vuole ovattare la realtà e nascondere i problemi". Detto questo Bersani ha affermato di non vedere "incompatibilità alcuna tra trasmissioni di approfondimento giornalistico affidate alla responsabilità dei conduttori e all'osservazione della Vigilanza e l'apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettano tutte le forze in parità di condizioni. Con questa impostazione la decisione della Vigilanza va rapidamente riconsiderata".
Rao (Udc): su nuove regole responsabili Pdl e Beltrandi
Sono il Pdl e i Radicali i responsabili delle nuove regole sulla comunicazione politica per le regionali che strozzano i programmi di approfondimento. Lo dichiara Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza, che spera in una "corretta" interpretazione di norme di "dubbia applicabilità".
"La responsabilità della delibera approvata ieri sera dalla commissione di vigilanza è tutta del relatore Beltrandi, del Pdl e della Lega anche se di certo non hanno giovato all'esito finale le divisioni interne al Pd e le polemiche che si sono sviluppate con lo stesso relatore. L'Udc - prosegue -, pur non avendo abbandonato i lavori parlamentari, come è suo costume, ha votato contro tutti gli emendamenti che hanno determinato una situazione di fatto paradossale, che prima di tutto penalizza fortemente la Rai poiché farà trionfare per un mese intero gli ascolti delle reti concorrenti in fasce orarie di prime-time o comunque importantissime per gli ascolti e la pubblicità. Inoltre, realizza l'obiettivo che molti si prefiggevano nel centro destra: azzerare alcune trasmissioni ritenute scomode per la maggioranza".
L'Udc, ricorda, aveva proposto "limiti restrittivi solo agli ultimi 7 giorni di campagna elettorale" e "votato contro l'esclusione dei piccoli partiti dalla prima fase della par condicio. Per quanto avversari e molto distanti da noi, avrebbero dovuto avere l'opportunità di partecipare al dibattito. Nel regolamento approvato, nonostante vi siano novità positive che non a caso sono state votate all'unanimità dalla commissione, restano molti aspetti di dubbia applicazione che speriamo possano essere modificati al più presto, con una corretta interpretazione della norma, come è già accaduto in passato nell'interesse della Rai e di un corretto ed equilibrato svolgimento della campagna elettorale".
La Vigilanza Rai ferma i talk show politici
Niente più programmi di approfondimento nell’ultimo mese di campagna elettorale. Trenta giorni prima del voto spazio solo a tribune sottoposte alle stringenti regole della comunicazione politica e coi candidati di ogni lista, tribune condotte dai vari Vespa, Floris, Santoro, se ci staranno. Altrimenti tribune e basta, coi candidati a governatore ammucchiati a sfidarsi sotto l’occhio di un moderatore del momento. Lo ha stabilito la Commissione di vigilanza che ha approvato il regolamento per le Regionali. E l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ora minaccia lo sciopero. Il Centrodestra all’ultimo momento si è convertito alla proposta del relatore, il radicale Marco Beltrandi. Il Pd per protesta è uscito dall’aula di San Macuto, sperando di far mancare il numero legale. Un tentativo che Roberto Rao, l’esponente dell’Udc, ha sventato restando, per poi astenersi.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















