Gli Usa: trattiamo con i talebani
Biden ha esortato gli Alleati ad affrontare "le nuove minacce del Ventunesimo secolo", citando la crisi economica, le armi di diffusione di massa, il divario tra ricchi e poveri, il pericolo degli Stati falliti, i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse naturali come l'acqua e l'energia, il fondamentalismo. "E in nessuna parte del mondo queste sfide sono così acute come in Afghanistan", ha riassunto il vicepresidente Usa, ricordando che dalla regione afgano-pachistana sono provenuti "quasi tutti gli attacchi terroristici" degli ultimi anni, dall'11 settembre a Mumbai, passando per le bombe a Madrid e Londra. Ma per il momento - riferiscono fonti diplomatiche - non ha avanzato richieste sull'invio di nuove truppe, anche se la Nato deve racimolare quattro battaglioni (circa 3.000 uomini) per sorvegliare sulle elezioni presidenziali del 20 agosto, insieme alle 17mila truppe promesse da Obama.
In conferenza stampa c'è stato tempo anche per parlare del nuovo segretario generale della Nato: in corsa ci sono il premier danese Anders Fogh Rasmussen e il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, ma anche il ministro della Difesa canadese, Peter Mackay, il ministro degli Esteri norvegese, Jonas Gahr Store, e l'ex ministro della Difesa britannico, Des Browne. Rasmussen è stato indicato come il favorito, ma deve scontare le riserve della Turchia che gli contesta la gestione delle vignette su Maometto e l'indulgenza nei confronti di una tv curda a Copenhagen appartentemente legata ai terroristi del Pkk.



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