Gli Usa: trattiamo con i talebani
"Il mio scopo qui oggi è piuttosto chiaro e semplice: sono venuto per ascoltare", ha esordito Biden di fronte agli ambasciatori del Consiglio Nordatlantico. "Vi prometto che le vostre idee saranno incluse nella nostra riflessione", ha affermato poi in conferenza stampa, confermando che le conclusioni della 'policy review' Usa sull'Afghanistan verranno annunciate da Obama "entro la fine di questo mese", in tempo per la conferenza Onu-Nato prevista il 31 marzo e del summit dell'Alleanza atlantica il 3-4 aprile a Strasburgo e Kehl. Il vicepresidente Usa ha preso le distanze dall'unilateralismo della precedente amministrazione Bush, affermando che "avremo successo soltando quando ci sarà un vero consenso"; ma ha avvertito che una volta trovata "la strategia comune", "ci aspettiamo che tutti la seguano".
Già oggi sono stato enunciati alcuni capisaldi della nuova politica americana: Biden ha insistito sul bisogno di adottare "obiettivi chiari e raggiungibili"; di affrontare congiuntamente i problemi dell'Afghanistan e del Pakistan; di avviare "un grande sforzo civile e militare perché quella militare non può essere l'unica soluzione"; di "rafforzare le forze afgane perché il nostro obiettivo è di andare via, non di rimanere"; e di assicurare "la sicurezza e la legittimità" delle elezioni presidenziali del 20 agosto. Secondo il vice di Obama, in Afghanistan "oggi non stiamo vincendo, ma la guerra è lungi dall'essere persa"; "il deterioramento delle condizioni di sicurezza nella regione - ha ammonito - rappresenta una minaccia alla sicurezza non solo degli Usa ma tutti noi".



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