Libia, nuovo scontro Italia-Francia

Venerdì, 25 marzo 2011 - 20:00:00


GUERRA IN LIBIA
LO SPECIALE DI
AFFARI


I VIDEO DELLA GUERRA - LE IMMAGINI

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Libia/ In caso di emergenza i Tornado italiani devono intervenire. E' una certezza

Mannheimer ad Affaritaliani.it: gli italiani approvano Berlusconi per l'intervento militare e Maroni per la gestione dei clandestini

Il governo lancia l'allarme: non è esclusa una ritorsione di Gheddafi contro l'Italia. Pericolo attentati. Di' la tua

SONDAGGIO: Sei favorevole o contrario all'intervento in LIbia? E condividi le posizioni della Lega Nord sul tema dei clandestini? VOTA



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Allarme della coalizione sullo spettro delle armi chimiche: gli Usa "controllano da vicino" le riserve di gas mostarda in possesso del Raìs. Catturati lealisti con maschere anti-gas. I ribelli: "Erano sul punto di usare armi proibite"

Esclusivo Affaritaliani.it/ Militari Usa e europei in Cirenaica per addestrare i ribelli

Berlusconi addolorato per Gheddafi. Una lettrice ad Affari: 'Ha tradito l'amico, si dimetta'. Casini: "Preoccupati per le vittime, non per il carnefice". Le foto storiche del baciamano di Berlusconi al Raìs - FORUM

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L'ANALISI - 1/ Ora la guerra è tra militari e politici

L'ANALISI - 2: Guerra in ordine sparso. L'Italia tentenna e fa il gioco di Gheddafi, gli americani stanno alla finestra e Londra prende le distanze dalla Francia. Il Raìs ringrazia...

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FORUM/ E' giusta l'azione militare contro Gheddafi? Di' la tua

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A Misurata si continua a combattere, mentre le forze di Gheddafi hanno ripreso a bombardare Ajdabiya, città a 50 km da Bengasi, dove gli alleati difendono i ribelli. Sono tra 8mila e 10mila le vittime dall'inizio della rivoluzione del 17 febbraio. Intanto si riaccende la polemica tra Italia e Francia. Frattini a Sarkozy: "Anche noi abbiamo idee". Fonti diplomatiche italiani: no ai personalismi


LA DIRETTA
 

LIBIA: CACCIARI, BERLUSCONI MEDIATORE CON GHEDDAFI? PERCHE' NO - Berlusconi un possibile mediatore tra Europa e Gheddafi? "Perche' no, puo' darsi. Ma gli occidentali vogliono davvero salvare Gheddafi? Io non ho capito nulla della strategia in Libia. Se vogliono distruggere il leader libico, cosa c'entra un mediatore?". Cosi' Massimo Cacciari ospite nella trasmissione a Otto e Mezzo replica a Lilli Gruber in merito a un'ipotesi di una mediazione tra il presidente del Consiglio e il dittatore libico. In seguito chiamato a commentare le divergenze tra Italia e Francia nella gestione della vicenda libica, l'ex sindaco di Venezia non si stupisce e afferma: "Bisogna ragionare in termini di potenze non di ideologia. Gli interessi nazionali contano ancora - spiega - e un leader politico puo' essere di destra o di sinistra ma e' soprattutto alla guida di un paese. Certo, alla faccia dell'Unione Europea - dice ironico - ma lo sappiamo da un pezzo che l'Unione Europea non e' un'unione politica". Cacciari poi critica l'Europa anche sulla questione dell'immigrazione: "Ha ragione il ministro Maroni quando denuncia il fatto che non c'e' una politica europea mediterranea. Non e' stupefacente l'impreparazione italiana di fronte agli sbarchi a Lampedusa ma quella europea, che e' del tutto assente e lo e' da sempre". E conclude "Da sola l'Italia non e' in grado di sostenere questa situazione".

AMBASCIATORE USA, REGIME "DISPERATO" CERCA MEDIATORI - Esponenti del regime libico stanno puntando ad allacciare contatti con "numerose" personalita' che vedono come "potenziali mediatori": lo ha riferito l'ambasciatore Usa in Libia, Gene Cretz, confermando che da parte delle autorita' di Tripoli e' stato sondato il terreno nei confronti dell'amministrazione americana. "E' chiaro", ha affermato il diplomatico, "che quelli stanno cercando interlocutori per tentare di far pervenire un messaggio per loro tramite". In che cosa consista tale messaggio Cretz non e' stato in grado di precisarlo, ma ha osservato come cio' "indichi palesemente, come minimo, una certa qual disperazione".

LIBIA: CASINI "GOVERNO SENZA LINEA, OPPOSIZIONE RIGOROSA" - Pier Ferdinando Casini ha criticato il governo per come sta gestendo la crisi libica. "Non c'e' una linea del governo", ha detto il leader dell'Udc intervenendo a Cortona a un seminario di Areademocratica con Dario Franceschini e Fausto Bertinotti. Il premier Silvio Berlusconi "e' passato dal baciamano al dire che gli dispiace tanto al dire che spera nella mediazione", ha ricordato Casini. "In un Paese normale questo non avrebbe diritto di cittadinanza, non esiste che il premier non venga in Parlamento", ha aggiunto. Al contrario, "l'atteggiamento dell'opposizione e' stato rigoroso, sereno e serio".

LIBIA: ITALIA NON CEDE SU RUOLO FRANCIA, NO PERSONALISMI - L'Italia non ammorbidisce assolutamente la sua linea sul fatto che l'operazione in Libia debba essere portata avanti dalla Nato e soprattutto dice no ad un coordinamento 'politico' degli Stati della coalizione guidato dai francesi. Fonti diplomatiche riferiscono che Roma non cambia affatto la sua posizione: l'unica soluzione e' un largo consenso multilaterale "senza che ci siano personalismi o atteggiamenti" diversi dallo scopo umanitario della missione. Le stesse fonti spiegano che c'e' soddisfazione sul ruolo che si assumera' la Nato ma vengono esclusi a priori "qualsiasi fuga in avanti" da parte di altri paesi. Nel mirino, viene fatto osservare, c'e' la Francia che insiste ad 'intestarsi' un'operazione che invece dovra' essere portata avanti attraverso organismi multilaterali. Questa posizione verra' ribadita martedi' dal ministro degli esteri, Franco Frattini, alla conferenza convocata a Londra. Il governo inoltre, spiegano le stesse fonti diplomatiche, giudica assolutamente positiva l'apertura della Tunisia sul problema dell'immigrazione. Un ruolo chiave in questo senso e' stato 'giocato' dal noto finanziere Tarak Ben Ammar che si e' fatto promotore di un'iniziativa accompagnando i ministri italiani Maroni e Frattini a un incontro con il primo ministro tunisino.

LIBIA: MISSIONE NATO DURERA' 3 MESI, MA SE NECESSARIO ANCHE PIU'  - L'operazione multinazionale contro il regime di Muammar Gheddafi, di cui entro lunedi' la Nato assumera' il comando unico, in linea di principio e' stata pianificata per avere una durata di "tre mesi" ma, se necessario, potra' anche essere prorogata ulteriormente o, per contro, abbreviata: lo ha precisato la portavoce dell'Alleanza, Oana Lungescu. Secondo altre fonti atlantiche, nell'intervento in Libia saranno nel complesso coinvolti alcune decine di caccia-bombardieri, da cinque a dieci ricognitori Awacs, e tra i dieci e i quindici aerei-cisterna per il rifornimento in volo. I relativi costi saranno sostenuti dai singoli Paesi partecipanti, in misura direttamente proporzionale ai rispettivi contributi.

LIBIA: INCURSIONE AEREA ALLEATA SU AGEDABIA, TRE ESPLOSIONI  - Almeno tre violentissime esplosioni sono risuonate ad Agedabia, estrema difesa degli insorti libici lungo la direttrice che conduce alla loro capitale Bengasi, 160 chilometri piu' a nord. Lo hanno riferito fonti giornalistiche presenti sul posto, secondo cui i boati erano stati preceduti dal rombo dei motori dei jet alleati. A detta dei ribelli, infatti, si e' trattato di una nuova incursione della coalizione multinazionale contro le forze fedeli al regime libico, che in mattinata avevano ripreso a bombardare la citta'. Dense colonne di fumo sono state viste levarsi verso il cielo lungo la strada che conduce all'ingresso principale di Agedabia da est. Il ministro della Difesa britannico, Liam Fox, qualche ora prima aveva reso noto che in nottata caccia-bombardieri Tornado della Raf avevano attaccato i blindati governativi diretti verso la citta'.

FRATTINI, NON CI SARA' NESSUNA CABINA DI REGIA OPERATIVA  - "Abbiamo salutato in modo positivo la decisione di affidare il comando dell'operazione in Libia alla Nato. E' quello che volevamo fin dall'inizio e anche i paesi arabi erano della stessa opinione e anche la Turchia. E' un risultato importante". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Tunisi, in visita con il ministro degli Interni Roberto Maroni, per incontri bilaterali legati alla crisi sull'immigrazione. "Non ci sara' nessuna cabina di regia operativa - ha spiegato inoltre Frattini - ma un gruppo di contatto politico, che iniziera' a lavorare martedi' a Londra e a cui partecipero' anch'io".

LIBIA: SARKOZY, FRANCIA E GB PREPARANO SOLUZIONE POLITICA - Francia e Gran Bretagna stanno preparando "una soluzione politica e diplomatica" per la Libia. Lo ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, nel corso di una conferenza stampa al vertice dei capi di stato e di governo dell'Unione europea a Bruxelles.

LIBIA: ERDOGAN, NATO OPERI DI CONCERTO CON LEGA ARABA E UA - Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha giudicato "positivo" il passaggio alla Nato del comando di tutte le operazioni militari in Libia, ma ha sottolineato che il suo Paese insiste affinche' l'Alleanza Atlantica operi di concerto con la Lega Araba e l'Unione Europea "cosi' da evitare", ha ammonito, "i medesimi errori commessi in Afghanistan e in Iraq". Erdogan ha notato con un pizzico d'ironia che la Francia appare "fuori gioco" rispetto agli sviluppi che ha assunto la questione del comando unico: Ankara finora aveva molto criticato la gestione tendenzialmente unilateralistica dell'intervento da parte francese, e il mancato invito al vertice di sabato scorso a Parigi ha ulteriormente inasprito i rapporti tra i due Paesi. Il premier turco e' poi tornato a porre l'accento sugli aspetti umanitari dell'operazione: "La notte scorsa ho parlato fino alle 2 e mezza con il primo ministro libico Baghdadi Mahmoudi, e gli ho offerto in particolare aiuti umanitari. E' un tema", ha ribadito, "al quale la Turchia e' molto sensibile. Non lasceremo sola la Libia", ha avvertito Erdogan, aggiungendo che dev'essere comunque mantenuta "l'integrita' territoriale" del Paese maghrebino.

LIBIA: RIBELLI, PIU' DI 8MILA MORTI DA INIZIO RIVOLTA

Sono tra 8mila e 10mila le vittime in Libia dall'inizio della rivoluzione del 17 febbraio. E' il bilancio fornito dai ribelli, il cui portavoce, Mustafa Geriani, non ha eslcuso che il numero possa essere piu' alto.

LIBIA: BERLUSCONI, SU ACCORDO ALLA NATO ASSOLUTAMENTE SODDISFATTO

"Si', assolutamente si'". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai risposto cosi' ai giornalisti ai che gli chiedevano se fosse soddisfatto di quanto si sta profilando alla Nato sul comando delle operazioni militari contro la Libia.


LIBIA: FORTI ESPLOSIONI A SUD DI TRIPOLI

Alcune forti esplosioni sono state sentite questa mattina nella zona meridionale di Tripoli, dove continuano i raid aerei delle forze di coalizione. Secondo un portavoce delle forze armate libiche, citato dall'agenzia tedesca Dpa, sono stati distrutti diversi obiettivi militari e civili. Nella notte, altri raid della coalizione hanno colpito obiettivi della capitale, tra cui la zona della residenza-bunker del colonnello Muammar Gheddafi, Bab al-Aziziya.

Ieri sera, il portavoce del governo libico, Moussa Ibrahim, ha detto di aspettarsi attacchi aerei contro la sede della tv e della radio di stato, chiedendo al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di intervenire per mettere fine ai bombardamenti contro obiettivi civili. Secondo la tv pubblica, numerosi civili sono stati uccisi nei raid di ieri. Le forze della coalizione assicurano tuttavia che si conducono raid mirati contro obiettivi del regime, che minimizzano le vittime.
 

LIBIA: ALLA NATO IL COMANDO DELLE OPERAZIONI

Al di la dell'accordo formale raggiunto ieri - che affiderebbe alla Nato la gestione della sola no-fly zone - l'alleanza atlantica potrebbe avere in tempi brevi il comando di tutte le operazioni in Libia. Sul terreno la notte è stata tranquilla e non si sono registrati importanti azioni alleate e il segretario di stato Clinton osserva che le truppe di Gheddafi "arretrano" ma restano una minaccia. I 28 paesi membri della Nato hanno raggiunto ieri un "accordo politico" per affidare all'Alleanza atlantica, entro un paio di giorni, il comando di tutte le operazioni militari in Libia e non soltanto della no fly zone, come emerso ufficialmente ieri sera: lo ha detto un importante diplomatico americano a condizione di anonimato. "La Nato ha raggiunto un accordo politico per includere nella sua missione e nel suo comando tutti gli altri aspetti" della risoluzione 1973 dell'Onu, ha assicurato questa fonte. Queste dichiarazioni contraddicono quanto detto dal segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, che aveva evocato in precedenza le "due operazioni" in corso in questa fase: l'attuazione della no fly zone che passerà sotto comando dell'Alleanza, e le incursioni aeree contro obiettivi al suolo che resteranno nelle mani della coalizione, aveva sottolineato. Sul terreno, la notte è passata senza significative azioni delle forze della coalizione che ieri avevano abbattuto un jet libico e colpito a più riprese le postazioni del rais e il suo bunker a Tripoli. A Misurata si combatte, con i ribelli che continuano a controllare il porto. Il segretario di stato Usa Clinton a sua volta ha affermato che le cose stanno lentamente cambiando. Le forze fedeli al colonnello, ha detto, hanno arretrato ma restano una minaccia. "Le truppe di Gheddafi sono state respinte, ma rimangono una grave minaccia per la sicurezza della popolazione", ha tuttavia osservato Hillary Clinton. La coalizione deve dunque "restare vigile e concentrata", ha insistito, anche se la partecipazione americana alle operazioni sarà "limitata nel tempo e negli obiettivi". (

LIBIA: VERTICE UE, PRONTI A BLOCCO INTROITI PETROLIO E GAS FONTI ITALIANE: PASSI AVANTI IMPORTANTI SU NODO

I Paesi dell'Unione europea sono pronti ad adottare nuove misure "per impedire che gli introiti derivanti dalla vendita di petrolio e gas arrivino al regime di Gheddafi". Lo riferiscono fonti diplomatiche anticipando cosi' le conclusioni del Consiglio europeo sulla Libia. I Paesi Ue, continuano le stesse fonti porteranno queste ulteriori misure al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Fonti italiane fanno rilevare al riguardo che si tratta della posizione espressa al tavolo del summit europeo dalla delegazione italiana, che si era dichiarata disponibile ad accettare nuove sanzioni solamente se nel quadro di una nuova risoluzione delle Nazioni Unite. Le stesse fonti diplomatiche italiane sottolineano, con soddisfazione, gli "importanti passi avanti" registrati verso la condivisione della responsabilita' del flusso dei profughi in arrivo dal Nord Africa. Dal Consiglio europeo dovrebbero infatti arrivare maggiori risorse per sostenere le operazioni Frontex sul versante tunisino.

LIBIA: EMIRATI INVIANO 12 AEREI, CLINTON: CONTRIBUTO IMPORTANTE

Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di partecipare con 12 aerei alla missione militare internazionale contro il regime di Muammar Gheddafi. Lo ha rivelato ieri il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, parlando di "un importante contributo degli Emirati per l'applicazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

"Questa partecipazione critica degli emirati sottolinea ancora di più l'ampio supporto internazionale alla missione per la protezione del popolo libico", ha spiegato il capo della diplomazia Usa.


LIBIA: CONTATTI TRA MINISTRO ESTERI E DIPARTIMENTO DI STATO USA 

Il ministro libico degli Esteri Musa Kusa ha telefonato per la seconda volta dall'esplodere delle proteste a Jeffrey Feltman, alto diplomatico del Dipartimento di Stato Usa. E' quanto riferisce Fox News, spiegando che la telefonata risale a domenica scorsa e attribuendo l'informazione a 'un dirigente del Dipartimento di Stato strettamente coinvolto nella crisi libica'.

I contenuti della conversazione non sono chiari, ma Fox News ricorda che in passato Feltman aveva personalmente ringraziato Kusa per il suo aiuto nell'evacuazione dei citadini americani all'esplodere delle proteste. La telefonata sembra inoltre confermare le voci su contatti avviati dai fedelissimi del colonnello Muammar Gheddafi con l'amministrazione Usa, circolate nei giorni scorsi sui media americani.
 
 

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