La Svizzera: no ai minareti
![]() |
Molte le reazioni di preoccupazione e di forte critica nei confronti del risultato referendario. I Verdi svizzeri esamineranno la possibilità di inoltrare ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo: "I musulmani non hanno ricevuto solo una sberla, ma addirittura un pugno in faccia", ha detto il presidente del partito, Ueli Leuenberger. A suo avviso l'iniziativa è incostituzionale e l'esito del referendum è il risultato di "una propaganda estremamente ben fatta, che ha fatto leva sui pregiudizi".
Ma dall'Italia arriva il plauso della Lega Nord. L'ex ministro Roberto Castelli non usa mezze misure: "Ancora una volta dagli svizzeri ci viene una lezione di civiltà. Occorre un segnale forte per battere l'ideologia massonica e filoislamica che purtroppo attraversa anche le forze alleate della Lega". Ed ecco la proposta: "Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l'inserimento della croce nella bandiera italiana".
"Sorpresa e delusione" da parte dell'Organizzazione della conferenza islamica (Oci): "Ci aspettavano un rifiuto massiccio", ha detto l'ambasciatore dell'Oci a Ginevra, Babacar Ba, secondo il quale il risultato del voto in Svizzera è una porta aperta per chi vuole mettere in dubbio le libertà fondamentali. "Bisogna ritrovare un ambito di dialogo per evitare pregiudizi", ha detto Babacar Ba.
Ma nemmeno la Chiesa svizzera sembra contenta della decisione. Anzi, la Conferenza dei vescovi svizzeri è decisamente preoccupata: la vittoria del sì al referendum, si legge in un comunicato, è "un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo interreligioso nel mutuo rispetto". "Non abbiamo saputo rispondere ad alcune paure legate all'integrazione di diverse religioni e culture in Svizzera", ha ammesso il portavoce Walter Mueller, secondo il quale sul risultato ha influito anche la situazione dei cristiani, vittime di discriminazione e oppressione in alcuni Paesi musulmani.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















