Al Nord si fa politica. Al Sud lotte di potere
Di Antonio Galdo - www.nonsprecare.it
Due fronti, Nord e Sud. Mentre i rapporti di forza tra i due principali schieramenti politici, centrodestra e centrosinistra, non hanno visto cambiamenti sostanziali con il voto per le Europee, la scossa è arrivata sul piano della geografia politica. Nelle regioni settentrionali la Lega, pur non riuscendo a superare il Pdl in Veneto e in Lombardia come pure sperava, ormai è un partito del 20 per cento, che ha sfondato nelle regioni "rosse" come l'Emilia e la Toscana ed è riuscito perfino a strappare un imprevisto 3 per cento nel Centro Italia.
Nelle regioni meridionali, invece, dilaga un astensionismo (con punte superiori al 40 per cento in Sicilia e in Sardegna) che certo punisce il centrodestra e di fatto sposta gli equilibri territoriali all'interno di una maggioranza dove la golden share, o potere d'interdizione, della Lega è destinata solo ad aumentare. Così, a bocce ferme, il contrasto è evidente, e non solo nei numeri: se la Lega riesce a imporre la sua politica ed a selezionare una brillante classe dirigente sul territorio, la sua versione meridionale, il Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo, non cresce e contribuisce a una sindrome suicida del centrodestra proprio in quella regione, appunto la Sicilia, dove sono concentrati i suoi elettori. In poche parole, al Nord si fa politica, al Sud si consumano lotte di potere.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















