Storace: "Fini sbaglia, se il Pdl esiste è per Berlusconi".
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Insieme con il Pdl in tutte le regioni, ma con liste proprie ovunque possibile. E rappresentati in listini e giunte. Questo l'accordo che "La Destra" ha siglato in vista delle elezioni 2010. Il suo leader, Francesco Storace, sceglie Affaritaliani.it per svelarne tutti i particolari. Ma coglie anche l'occasione per fare qualche previsione e assestare qualche bacchettata.
Cosa pensa dello scontro sempre più forte fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi? 
Francesco Storace
"Fini commette un errore. Rischia di sciupare il patrimonio politico di chi ha vinto le elezioni. Se il Pdl esiste, è perché c'è Berlusconi".
Il 18 novembre "La Destra" ha concluso un accordo con il Pdl per presentarsi insieme ovunque alle prossime elezioni regionali. Quali garanzie avete chiesto e ottenuto, anche dal punto di vista della rappresentanza?
"Noi ci rappresentiamo con i voti, non dobbiamlo chiedere nulla di particolare".
Su cosa è fondato allora l'accordo?
"Su un'alleanza che rispetti il nostro simbolo. Avremmo fatto lo stesso alle politiche se ci fosse stato il nostro simbolo".
Quindi "La Destra" sarà presente con il suo simbolo in tutte le regioni, anche se collegato al Pdl?
"Su questo punto, le uniche discussioni sono in corso al nostro interno e riguardano le regioni in cui c'è uno sbarramento al 4%: Toscana, Puglia, Calabria. Cercheremo di esserci in tutte e tredici le regioni. In dieci, saremo presenti sicuramente con il nostro simbolo".
Avrete vostri uomini nei listini e nelle giunte?
"Laddove i listini (di candidati consiglieri automaticamente eletti in caso di vittoria del presidente, ndr) esistono ancora, è naturale che il premio di maggioranza si divida fra tutte le forze della coalizione. Non è una conquista, ma qualcosa di consequenziale all'alleanza. Così come entrare nelle giunte regionali".
Restiamo in tema. Nel Lazio sembrava tutto deciso nel Pdl in favore della candidatura di Renata Polverini. E' ancora così?
"Credo proprio di sì".
Eppure qualcuno ha legato questa candidatura alla vicenda di Nicola Cosentino in Campania. Con l'opposizione dei finani a quest'ultimo nome, potrebbe saltare anche l'accordo sull'attuale leader dell'Ugl.
"Se quella che lei chiama opposizione finana - che poi sono fatti interni del Pdl - sarà riuscita a far saltare il nome di Cosentino, non potrà poi imporre un proprio candidato in Campania. Io credo che lì si andrà comunque ad una soluzione gradita a Cosentino".
In che senso?
"Nel senso che ci sarà un candidato che possa contare anche sul suo consenso".
Anche Daniela Santanchè, ex portavoce della "Destra" ha concluso un accordo con il Pdl. E' possibile un riavvicinamento?
"Credo che la Santanché abbia concluso un accordo per candidare propri esponenti nelle liste del Pdl. E' una cosa un po' diversa. Per fare liste proprie ci vogliono i militanti, le firme. E, particolare non secondario, i voti. Non mi sembra che la Santanché (leader del Movimento per l'Italia, ndr) abbia una tale organizzazione".



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