Siria, massacro continuo ottanta morti a Homs
Sul fronte diplomatico c'e' la condanna dell'Ue: il presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, ha accusato il regime di Assad di esseri macchiato di "oltragiose ed inaccettabili atrocita' contro il suo stesso popolo" Da Riad ha fatto sentire la sua voce il sovrano saudita, re Abdullah, secondo il quale il veto posto sabato scorso da Russia e Cina alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva a Assad di farsi da parte in Siria "fa vacillare" la fiducia del mondo nelle Nazioni Unite. La Russia, infine, non arretra di un passo dal sostenere senza remore il regime di Bashar el Assad. Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che ha ribadito la ferma volonta' di Mosca a evitare qualsiasi intervento esterno nel paese mediorientale. "Seguire il modello libico - ha detto - ad esempio sostenendo una delle parti in conflitto nella guerra civile, porta a minare la stabilita' internazionale e a scuotere le fondamenta su cui si basa lo Statuto dell'Onu", ha detto il ministro. Il vice ministro degli Esteri, Serghei Ryabkov, ha accusato l'opposizione di portare sulle sue spalle "la piena responsabilita' di non voler far migliorare la situazione" e l'Occidente di essere loro "complice nell'infiammare la crisi". Un secondo viceministro, Mikhail Bogdanov, ha chiesto alla Lega araba di verificare la notizie della presenza di forze speciali britanniche e del Qatar, diffuse oggi dalla stampa israeliana.
Oltre 80 persone sono state uccise ieri in Siria, la gran parte delle quali a Homs, nel centro del paese.
"Un bagno di sangue" compiuto dalle forze di Bashar al-Assad che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha condannato duramente ieri sera, al termine del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente del Consiglio Mario Monti. Vogliamo che "questo bagno di sangue finisca", ha detto Obama nel corso di una conferenza stampa congiunta, e che "ci sia una transizione dal governo attuale (di Assad), che non ha fatto altro che assaltare i suoi cittadini". Almeno 83 persone sono morte in tutta la Siria ieri, e più di 50 solo a Homs, dove da sabato è in corso una massiccia offensiva dell'esercito siriano. Lo ha riportato l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo, organizzazione non governativa con sede in Gran Bretagna. Alemo 400 persone sono state uccise a Homs in sei giorni di offensiva. Secondo i Comitati di coordinamento locale, altro gruppo anti-Assad, ieri a Homs sono morte 110 persone. Non è però possibile verificare in modo indipendente queste informazioni.
Intanto le truppe di terra di Assad si stanno ammassando alla periferia di Homs, mentre i bombardamenti sulla città continuano. Lo riporta il sito web di Sky News, che cita combattenti dell'opposizione.


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