Spatuzza/ La maggioranza (anche Fini) fa quadrato attorno a Berlusconi. Massima cautela di Bersani

Venerdì, 4 dicembre 2009 - 18:38:00


Le parole di Spatuzza fanno insorgere la maggioranza. Cresce la temperatura politica: il Popolo della Libertà (compreso questa volta anche Gianfranco Fini) e la Lega Nord fanno quadrato e difendono a spada tratta il presidente del Consiglio. Non affondano il colpo Bersani e l'Italia dei Valori.

"L'atomica amplificazione mediatica delle dichiarazioni di Spatuzza non deve far passare in secondo piano un elementare principio di civiltà giuridica: senza riscontri puntuali e rigorosi, che è dovere dei magistrati individuare, le accuse restano soltanto parole". E' quanto dichiara il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini.

"Le dichiarazioni di Spatuzza appaiono di una totale ed assoluta inconsistenza. I riscontri disposti non potranno che dimostrarne l'inattendibilità. Resterà da comprendere quali siano state le ragioni che lo hanno indotto a fare queste affermazioni che hanno consentito le conseguenti indegne strumentalizzazioni politiche e mediatiche da taluni puntualmente svolte". Lo dichiara, in una nota, Niccolò Ghedini (Pdl), il quale rileva che "il tentativo di delegittimare la lotta alla mafia, la lotta vera e non a parole, che il presidente Berlusconi e i governi da lui presieduti hanno fortemente posto in essere nel corso degli anni e ancor piu' in questa legislatura, e' del tutto evidente".

E' "ovvio - aggiunge Ghedini - che nei confronti dello Spatuzza dovranno essere esperite tutte le opportune azioni giudiziarie che il caso impone, ancorche' di utilita' assai marginale trattandosi di un ergastolano, certamente piu' interessato agli sconti premiali e al piu' favorevole trattamento di pentito che intimorito da azioni penali e civili di ben modesta entita' rispetto agli omicidi da lui commessi e accertati".

"In queste ore, sale l'indignazione nel Paese per quello che si configura come un indecente attacco contro il Governo da parte di un cosiddetto 'pentito', responsabile di crimini orrendi, e a cui non si vede come si possa attribuire credibilita'. Non immagino nessun altro Paese dell'Occidente avanzato dove sarebbe potuta accadere una cosa analoga. E il paradosso e' che, ora, ci si venga a dire che si devono cercare riscontri alle dichiarazioni di Spatuzza: ma intanto il fango e' stato lanciato, con conseguenze inimmaginabili per l'immagine dell'Italia nel mondo". Lo afferma il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone.

"Colpisce che anche il Procuratore Antonio Ingroia parli oggi della necessità di verificare l'attendibilità di Gaspare Spatuzza. Forse ci si è accorti che qualcosa non funziona? E allora perchè siamo arrivati a questo punto? La verità è che questo killer-pentito da mesi, senza alcun riscontro, accusa il presidente del Consiglio e il senatore Dell'Utri di essere mafiosi solo perchè nel 1993 glielo ha detto il boss Graviano". Lo afferma il vice presidente della Camera Maurizio Lupi. "Un altro assassino. Basterebbe questo - aggiunge Lupi - per capire quanto assurda è l'intera vicenda, ma qualche zelante magistrato, spalleggiato dal partito di 'Repubblicà, pur di attaccare Berlusconi, ha deciso di andare avanti. Oggi il bluff si è svelato. Se qualcuno ha ancora un pò di senso di responsabilità dovrebbe chiedere scusa al premier, a Dell'Utri e all'intero Paese".

"Spatuzza? La faccenda del pentito a rate, puzzava fin dall’inizio: ora abbiamo scoperto il perché. In questi casi, infatti, si dice che la montagna ha partorito il topolino. Ma in questo caso è più opportuno dire che la montagna ha partorito un… peto!". Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord

"Quando lo Stato mise in campo la legge dei pentiti, la mafia si pose il problema di usarla per inginocchiare lo Stato. Con Andreotti ci riuscirono, con Berlusconi no: faremo muro di popolo intorno al nostro presidente e accetteremo la sfida mafiosa. E' l'occasione storica per liberare l'Italia e la Sicilia dal cancro mafioso. E' una guerra e la vinceremo". Così a Mestre il ministro per l'Attuazione del Programma di governo e leader cattolico del PdL, Gianfranco Rotondi, all'incontro-confronto 'Il PdL in Veneto'.

"Il governo Berlusconi è il primo nemico della mafia, costi quel che costi, anche il pericolo di vendette. Se si dispone dell'arma dei pentiti, non c'è bisogno di uccidere i politici, basta infangarli". Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha concluso così, al Salone della giustizia di Rimini, il suo intervento, citando con fatti, numeri e 'non parole' tutti i risultati ottenuti dal governo nella lotta alla mafia dall'8 maggio 2008 al 30 novembre 2009.

"Quello che sta avvenendo, di una assoluta inverosimiglianza, già determina una ferita e un danno enormi all'immagine internazionale e agli interessi generali del nostro Paese. Di questo dovrebbero essere consapevoli tutte le forze politiche piu' responsabili, che hanno a cuore il bene dell'Italia prima di ogni altro altro interesse". Lo afferma il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi.

Massima cautela dal Partito Democratico. "Tocca ai giudici valutare le dichiarazioni di un pentito. Non c'è altro da aggiungere", si limita a dire il segretario Pierluigi Bersani. Anche l'Italia dei Valori in questo caso non affonda il colpo. "Il quadro è inquietante ma la politica taccia". E' quanto chiede il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. "La politica taccia - dice Donadi - e lasci lavorare la Magistratura. Siamo sicuri che i giudici lavoreranno con scrupolo per accertare la verita' dei fatti e verificare le dichiarazioni rese dal pentito Spatuzza. Certo e' che da quelle parole emerge un quadro inquietante ed oscuro". Soltanto la sinistra radicale - fuori dal Parlamento - chiede le dimissioni di Berlusconi.

"Per anni la destra ha denunciato i rischi dell'utilizzo strumentale delle vicende giudiziarie. Oggi mi pare, guardando alle dichiarazioni di suoi esponenti di primo piano, ne sia la principale protagonista. Credo che il compito della politica, soprattutto di fronte a processi che affrontano vicende tanto complesse e delicate della storia recente del nostro Paese, sia quello di saper tacere. Lasciamo fare ai giudici il loro mestiere con la massima serenita', questo invito dovrebbe essere raccolto da tutti ed in particolar modo da chi e' sicuro di poter dimostrare la propria estraneita' a quei fatti ". Lo dichiara il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando.

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