Zapatero in crisi. La Spagna spera in una donna
La popolarità del premier socialista spagnolo Josè Luis Zapatero ha raggiunto i livelli più bassi da quando è al governo, nel 2004. E' ai livelli di quella di George W. Bush alla fine del suo mandato secondo uno studio dell'Associazione di Comunicazione Politica. Un segnale che le cose non si stanno mettendo bene per il premier spagnolo a due anni dalle elezioni politiche. E c'è già chi si interroga sulla successione. Anche all'interno del suo partito, il Psoe crescono i dubbi sulle chances di Zapatero di riuscire a spuntarla una terza volta nel 2012. I sondaggi danno il Partido Popular - più debole che mai per la leadership incerta di Mariano Rajoy e le accuse di corruzione nelle regioni che governa - davanti ai socialisti. Nei giorni scorsi è giunto perfino il sorpasso storico del Pp sul Psoe in Andalusia, da sempre terra socialista. 
Zapatero
Dopo le grandi riforme di società del primo mandato (matrimoni gay, divorzio express, memoria storica) che avevano fatto di Zapatero una icona della sinistra, la crisi che si è abbattuta sulla Spagna e la sua gestione ondivaga da parte del premier, scrive El Pais, ne hanno intaccato la credibilità interna. Da prima della classe europea la Spagna è diventata il fanalino di coda. La disoccupazione è schizzata al 19% (il doppio della media Ue) e il Paese uscirà dalla recessione non prima di fine 2010. El Pais ha evocato la "fine del ciclo politico" di Zapatero. E ora la stampa specula sui suoi possibili successori.
Molto dipenderà probabilmente da come andranno per il Psoe le comunali del 2011. Se male, Zapatero potrebbe passare il testimone, indicando lui stesso un successore. Se bene, tenterà di ripresentarsi. Nella prima ipotesi, è già pronta una rosa di possibili successori. La catalana Carme Chacon, nominata da Zapatero nel 2008 prima donna ministro della difesa in Spagna è vista da tempo come il possibile delfino del premier. Potrebbe diventare presto numero due del governo in sostituzione di Maria Teresa de la Vega, se l'attuale vicepremier lascerà in un rimpasto dopo l'attuale semestre di presidenza Ue.
Si parla anche del ministro della Sanità Trinidad Jimenez, sola superstite al governo della vecchia guardia vicina a Felipe Gonzalez allontanata dal potere da Zapatero. Circolano anche i nomi del titolare degli interni Alfredo Rubalcaba, il ministro più popolare di Spagna, del giovane premier basco Patxi Lopez, del capo dei socialisti di Castilla y Leon Oscar Lopez.
Ma mentre la stampa gli cerca un successore Zapatero punta sulla presidenza europea della Spagna per ritrovare lustro. L'inizio non è stato dei migliori. Ha proposto sanzioni per i Paesi che non rispetteranno obiettivi di crescita Ue per il 2020, ma è stato bacchettato dalla Germania, che ha definito l'idea "insensata". I cronisti poi lo hanno fatto arrabbiare chiedendogli se la situazione economica precaria della Spagna gli consentisse davvero di guidare l'Europa. Zapatero lavora anche alle nuove relazioni con gli Usa, congelate per 5 anni sotto George W. Bush, grazie a Barak Obama, che riceverà a Madrid per il vertice Ue-Usa in maggio. In febbraio sarà di nuovo alla Casa Bianca, per la seconda volta in pochi mesi, invitato per la tradizionale e religiosa "Colazione di Preghiera". Un invito che gli è costato molte critiche. Ma come, non era ateo? Ma l'invito è di quelli che non si rifiutano. E chissà magari i due potranno consolarsi a vicenda.



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